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Il Consorzio Vino Chianti Classico realizza un nuovo progetto per valorizzare ancora di più la denominazione e migliorarne la competitività. Nasce la Chianti Classico Co., una società con il Consorzio socio unico, che si occuperà di attività di marketing e di promozione del brand Gallo Nero in tutte le sue declinazioni, sfidando la concorrenza internazionale. E’ un’operazione che punta a un rafforzamento di un marchio, il Gallo Nero, già noto in tutto il mondo e segno distintivo dell’eccellenza enologica italiana. Ai vertici della società ci sono: Michele Zonin (Castello d’Albola) che rivestirà il ruolo di Presidente mentre Davide Gaeta avrà la funzione di amministratore delegato. Il consiglio di amministrazione è formato da: Sergio Zingarelli (Rocca delle Macie e presidente del Consorzio), Carlo Maria Mascheroni (Castello di Volpaia), Alessandro Palombo (Luiano), Francesco Daddi (Castello La Leccia), Sandro Sartor (Ruffino) e Giuseppe Liberatore, direttore generale del Consorzio Vino Chianti Classico. Info www.chianticlassico.com

 

La denominazione di origine protetta per il Fiano pugliese, uno dei vitigni storici, che sembra sia coltivato in Puglia dai tempi degli Angioini, muove i primi passi. Alcuni produttori vitivinicoli hanno sottoscritto a Bari nella sede dell’assessorato regionale alle Risorse Agroalimentari l’atto costitutivo del comitato promotore della Dop “Fiano delle Puglie”. Hanno aderito le aziende: Botromagno di Gravina in Puglia (Bari), Cardone Vini di Locorotondo (Bari), Paolo Leo di San Donaci (Brindisi), Rivera e Conte Onofrio Spagnoletti Zeuli di Andria, Tormaresca di Minervino Murge (Bitonto), Torrevento di Corato (Bari), Varvaglione Vigne & Vini di Leporano (Taranto). Presidente del comitato è stato nominato Giuseppe Palumbo amministratore delegato di Tormaresca. Vicepresidente è Sebastiano de Corato della Cantina Rivera. Un ruolo importante nel cammino verso il riconoscimento della nuova denominazione è svolto dal Movimento Turismo del Vino Puglia, promotore della costituzione del comitato, che, insieme ad Assoenologi di Puglia, Basilicata e Calabria, presenterà al Ministero delle Politiche Agricole, la domanda corredata dalla relazione tecnica scritta dal professor Antonio Calò con la collaborazione dell’Accademia della Vite e del Vino. Come ha evidenziato Dario Stefàno, assessore alle Risorse Agroalimentari della Regione Puglia, l’iniziativa contribuirà a rafforzare il disegno regionale di ridurre il numero delle Doc pugliesi raggruppandole intorno ai vitigni autoctoni, oltre a legare a un elemento fortemente identitario della vitivinicoltura pugliese, com’è il Fiano, un disciplinare di produzione di alta qualità. Giuseppe Palumbo ha spiegato che il comitato vuole riscoprire e valorizzare la storia di una produzione da circa un secolo riconosciuta come campana ma che, da sempre, affonda le sue radici in Puglia. L’avvio delle pratiche per il riconoscimento nasce dalla necessità di produttori, Regione e Movimento Turismo del Vino Puglia, di riappropriarsi di questo vitigno, garantendogli il giusto rilievo anche formale. Info www.mtvpuglia.it

L’Archivio della famiglia e dell’impresa Amarelli di Rossano (Cosenza), conservato nel Museo della Liquirizia “Giorgio Amarelli”, è stato dichiarato d’interesse storico particolarmente importante con decreto del Direttore regionale per i Beni culturali e paesaggistici della Calabria. L’archivio, ordinato e inventariato, abbraccia un arco temporale che va dal 1445 al 1986, ben cinquecento anni di storia di una fra le più importanti famiglie dell’Italia meridionale e di un’industria, quella della liquirizia, che da oltre due secoli è un fiore all’occhiello dell’economia calabrese. L’interesse storico dell’archivio deriva dal patrimonio di storie personali, familiari e sociali, una fonte unica per raccontare e testimoniare non solo la storia delle aziende del Mezzogiorno ma anche per la conoscenza delle varie fasi di lavorazione della liquirizia e dei percorsi della commercializzazione del prodotto. Il complesso documentario è costituito da pergamene e da migliaia di volumi e fascicoli e presto sarà ufficialmente presentato e aperto alla consultazione. La famiglia Amarelli, oltre a tutelare e valorizzare la documentazione storica, progetta di realizzare studi, ricerche, convegni, pubblicazioni sul tema dell’imprenditorialità in Calabria. Info www.museodellaliquirizia.it