testi di Antonella Burdi, foto Bettina Q. Turiaco
Il Tino è un buon ristorante del litorale romano. Si trova a Ostia, il “quartiere” marino della capitale, una zona che non vanta certo un gran numero di locali che fanno qualità. Ma Il Tino è diverso perché i due giovani proprietari, uno chef e un sommelier, hanno una passione vera per l’enogastronomia, maturata in anni di esperienza in Italia e all’estero. Così, da buoni amici, nel 2006 decidono di unire forze e conoscenze sotto la loro prima insegna comune, in una piccola strada di Ostia che merita tutta la nostra attenzione di appassionati buongustai .
Lo chef si chiama Daniele Usai, ha 34 anni e ha fatto brevi esperienze da Gualtiero Marchesi e in ristoranti di Londra, Los Angeles e San Francisco. Il sommelier è Claudio Bronzi, uno che conosce bene vini e vitigni e che ha disegnato una lista di 150 vini come poche in giro: ben curata e ricca di schede e informazioni sulle varietà e le caratteristiche enologiche delle regioni. Un po’ didattica, ma c’è pur sempre qualche fissato come noi che apprezza il risultato. Insieme Usai e Bronzi sono una squadra vincente, che si muove con professionalità tanto tra i fornelli quanto in cantina. Le rivisitazioni contemporanee di Usai trovano sempre un gioco di sponda nei consigli enologici del collega. La cucina può stupire con deliziosi giochi di azzardo, come i gamberoni rossi crudi con cioccolato bianco, capperi e cristalli di sale. Un accostamento insolito, tra l’acido, il salato e il dolce, e sorprendentemente buono. Le materie prime sono freschissime e di giornata e la cucina punta – per semplificare – su tre concetti: stagionalità, territorialità e modernità. Una modernità che si esprime attraverso le interpretazioni dello chef, l’uso di tecniche di cottura diverse, i giochi di abbinamento.
Ecco allora piatti come gli "Spaghettoni Benedetto Cavalieri con fave, pecorino e ricci di mare di Santa Severa"; oppure gli "spaghetti di calamari, emulsione al dragoncello e uova di pesce volante"; o i deliziosi "tortelli ai carciofi violetti con calamari spillo, cipolla rossa e maggiorana". Per chiudere poi con un buon dolce della casa, tra creme allo zafferano, semifreddi al cacao, soufflé ai pistacchi di Bronte. Il conto è giusto: 60€ bevande escluse. I menu degustazione sono due, da 45 o 60€. Info www.ristoranteiltino.com





