Adesso finalmente, dopo molti rinvii dovuti a ritardi nei lavori e noie burocratiche, apre i battenti il grande “mercato” dell'eccellenza gastronomica italiana. Ben 17mila metri quadrati, circa 14mila prodotti, selezionati tra il meglio della produzione del Paese, in vendita tra gli scaffali dei primi tre piani della maxi-struttura ricavata nell'Air Terminal della stazione Ostiense. Fu progettato dall’architetto spagnolo Julio Lafuente per i Mondiali di Italia90 e poi abbandonato. Eataly gli dà nuova vita con un bell'esempio di recupero di architettura industriale. Gli esterni hanno mantenuto le forme originarie, gli interni, che sono un paradiso per golosi, sono stati progettati dall'architetto Carlo Piglione.
Disseminati tra i vari piani ci saranno ristoranti tematici (dedicati alla carne, al pesce, alla pasta e via dicendo), il mercato ortofrutticolo, una pizzeria con forno a legna, una panineria (affidata al fuoriclasse fiorentino Alessandro Frassica, creatore di 'Ino), una friggitoria curata da Pasquale e Gaetano Torrente de Il Convento di Cetara (Salerno), una piadineria, una gelateria, una pasticceria, una birreria (o meglio un microbirrificio con tanto di impianto in loco) firmata dai tre “Birreria Brothers” già presenti a Eataly New York – Leonardo Di Vincenzo, Teo Musso e l'americano Sam Calagione di Dogfish Head – e così via. Anche la mozzarella di bufala sarà fatta “in diretta” da Roberto Battaglia, titolare di un caseificio casertano. Alle sue bufale sono dirette le trebbie di risulta della produzione della birra, secondo la filosofia “no spreco” che anima tutto il progetto Eataly.
Spazio anche alla grande cucina romanesca verace con l’osteria romana in cui si alterneranno le migliori trattorie, cominciando da Anna Dente dell’Osteria di San Cesario. Al quarto piano trovano posto gli spazi dedicati a convegni e scuole e il ristorante gourmet Italia - dove campeggiano le opere di Modigliani - nonché la cucina più cara del mondo, un tavolo esagonale con maioliche e piastre a induzione e un monoblocco con 5 forni a cui siederanno 10 fortunati: per loro cucineranno i più grandi chef del mondo, una volta al mese. Ulteriore celebrazione della Bellezza – oltre che della bontà – a cui è dedicata l'intera struttura, dove risuoneranno le note più celebri del repertorio operistico italiano. La gastronomia quindi elevata al rango delle Arti, “quella che si mangerà dentro Eataly – ha detto Oscar Farinetti in occasione della presentazione alla stampa – sarà una cucina figurativa, in cui una coscia di pollo avrà la forma di coscia di pollo, e una zucchina sarà una zucchina».
Insomma Eataly Roma non sarà una roccaforte del lusso gastronomico per un’èlite, bensì un luogo “popolare” pensato appunto per portare bellezza e gusto a portata di tutti. Anche nei prezzi; se non si può pretendere di pagare la carne di fassona del consorzio La Granda quanto un anonimo manzo di dubbia provenienza, a ben guardare tra gli scaffali i prezzi sono decisamente più competitivi rispetto alle “gioiellerie del gusto” dove fino a oggi bisognava andare per trovare una valida selezione di oli extra vergine, aceti particolari o altre prelibatezze. E se non bastasse, giovani e anziani avranno anche prezzi di favore, come il vino sfuso (Barbera) venduto a 2€ al litro e con il 10 per cento di sconto ai pensionati. Bella idea, anche se probabilmente da queste parti il Frascati avrebbe più successo.
Non abbiamo dimenticato di scrivere la data di apertura al pubblico: il 21 giugno. Nonostante la grande attesa, non temiate la ressa: di spazio c'è n'è per tutti. Info www.eatalyroma.it





