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testi e foto di Massimiliano Rella

 

La strada simbolo di Danzica sul fiume Stara Motlawa. In fondo a sx la gru medievale Le case colorate Domki Budnicze, simbolo di Poznan
Lo stadio di Poznan Danzica, la Gru Medievale

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

A partire da giugno si accendono i riflettori su Polonia e Ucraina, i due Paesi che ospitano gli Europei di Calcio 2012. Nelle città interessate dalle sfide si prevedono flussi turistici da tutto esaurito, tra tifosi e non tifosi, per la gioia degli albergatori che hanno già rialzato i prezzi in vista della manifestazione.

Tranquilli. Dopo la finale tutto tornerà conveniente come sempre. Basti pensare che in Polonia il cambio euro-zloti è di 1 a 4, praticamente una cena di buon livello da 100-120 zloti si traduce in 25-30€. Vale la pena approfittarne anche perché in campo gastronomico i polacchi hanno fatto molti passi avanti. Ed è proprio nel Paese di Karol Wojtyla, Solidarnosc, Lech Walesa e Zibì Boniek che l’Italia disputerà le tre partite dei preliminari, a Danzica e Poznan, due incantevoli cittadine in cui siamo andati a curiosare con un occhio alla cultura e un altro alla cucina. Un viaggio decisamente interessante in un Paese tirato a lucido, giovane, pieno di energie, civile e accogliente.

 

Zuppa all’Ambra, una specialità di Andzej Tawniczak Insalata con formaggio di capra, barbabietola rossa arrostita, pomodori ciliegini e mirtilli neri. ristorante Vine Bridge

Alcune parole che dovremmo memorizzare – la lingua è difficile – sono a tema gastronomico. Pierogi indica, ad esempio, dei grandi ravioli ripieni di carne, verdure o frutta. Barszcz, già più complicato, indica una zuppa di barbabietole rosse. Bigoss, invece, è la parola per ordinare una zuppa robusta, composta da una base di crauti in salamoia e pezzetti di carne, salumi affumicati, funghi, prugne, pere. Se il dizionario non inganna la cucina polacca è principalmente di terra, ricca di zuppe di funghi, piatti di carne con le prugne, selvaggina. Non mancano, però, i pesci del mar Baltico e quelli di acqua dolce, di solito affumicati, come carpe, anguille, storioni. Ecco allora qualche suggerimento gastronomico, e alcune segnalazioni turistiche, nelle due città in cui giocherà l’Italia. Si comincia il 10 giugno a Danzica contro la Spagna. Ma il 14 siamo a Poznan contro la Croazia e il 18 per la partita contro l’Irlanda.

 

Danzica

Cantieri Navali di Danzica, Monumento in memoria dei lavoratori caduti nella protesta del ’70 Mostra permanente “Strade verso la Libertà”, vicino plac Solidarnosci, nel sotterraneo della sede del movimento di Solidarnosc

Danzica è una cittadina molto bella, il cui centro storico ha come simbolo un canale affollato di locali e imbarcazioni; e una caratteristica gru medievale. Questa veniva usata anticamente per i movimenti dei carichi mercantili. Grazie alla sua posizione sul Baltico la tradizione marinara della città è molto forte. Fu proprio nei suoi cantieri navali che nel ’70 nacque il movimento sindacale di Solidarnosc, guidato da Lech Walesa. Ai cancelli delle fabbriche, in uno scenario di gru orgogliose nel cielo, il monumento in memoria dei lavoratori caduti nella protesta del ’70 (trenta operai) è lì a simboleggiare lunghi anni di lotte per la libertà. Il muro di Berlino, e con esso i regimi comunisti dell’Europa dell’est, cadrà soltanto nel 1989. Gli anni duri del socialismo reale sono ricordati alla mostra permanente “Strade verso la Libertà” nei sotterranei della ex sede di Solidarnosc, che ospita tuttora i tavoli apparecchiati dove gli operai mangiavano e discutevano. E poi foto d’epoca, un busto di Lenin e toccanti video di repertorio (www.fcs.org.pl).

 

Il nuovo stadio di Danzica: una copertura in pannelli di policarbonato in giallo e oro le cui sfumature ricordano i colori dell’ambra, “l’oro del Baltico”. Le forme sembrano smussate e modellate dall’acqua e dal ventro, proprio come le pietruzze di questa resina fossile di cui è ricca la costa Bagnanti sulle rive di Sopot, cittadina balneare vicino Danzica

Lungo la Stara Motlawa, il canale della Gru Medievale, in uno scorcio da cartolina troviamo l’allegria della città che vive in locali, ristoranti, negozi. Con una passeggiata nella vicina ulica Mariacka, dove si sussegguono vari terrazzini e venditori di ambra, “l’oro del Baltico”. Al centro del Rynek, la piazza del lungo Mercato, troviamo invece la fontana con la statua del dio Nettuno. Non bisogna essere tifosi per andare a vedere un’altra perla, il nuovo stadio di Danzica PGE Arena. Progettato dallo studio di architettura Rhode Kellerman e Waworwsky, di Dusseldorf, ha una copertura di lastre oro e giallo che rievoca l’ambra. Le forme sono smussate e arrotondate, come se fossero state levigate dal mare e dal vento.

A proposito di mare. A 20 km lungo la costa Baltica ci sono Sopot e Gdynia, due centri che ormai formano un tutt’uno con Danzica. In estate sono ideali per un tuffo nel Baltico, una tintarella o un buon piatto di pesce.

 

Sala ristorante Art Decò del Grand Hotel di Sopot, la cittadina balneare appena fuori Danzica Tortino di cioccolato con gelato alla vaniglia e zabaione. ristorante Art Decò del Grand Hotel di Sopot

E’ da Sopot che comincia l’itinerario gastronomico: al ristorante Bulaj, gestito dal giovane chef Artur Moroz. In questo locale tutto legno vengono proposti pesci di mare e di acqua dolce: rombi, aringhe, aguglie, siluri, tinche, anguille, storioni, lucci, carpe. Il menu è stagionale, ma arricchito dalle novità giornaliere che offre il mercato. Da provare l’anguilla affumicata con contorno di funghi galletti. Conto medio 70 zloti (18€), www.bulaj.pl Continuando lungo la passeggiata troviamo il ristorante Art Decò, nell’elegante Grand Hotel di Sopot, con 127 camere art decò, aperto dal 1927. Nelle sue camere hanno dormito stelle come Greta Garbo a Marlene Dietrich. Ai fornelli lo chef Leszek Patoka propone piatti polacchi e internazionali rivisitati, come l’halibut in salsa di noccioline, con finocchi, pomodorini, patate novelle; il salmone piccante su pak choi con salsa orientale e coriandolo; la crema di asparagi bianchi con olio tartufato. In chiusura tortini di cioccolato con gelato vaniglia e zabaione (in foto) e dolci di ispirazione russa, come la pavlova, con frutti di bosco, meringa, panna montata. Conto medio 160 zloti (40€). Info www.sofitel.com

 

Artur Moroz, chef del ristorante Bulaj di Sopot Zuppa di cipolle con cappello in crosta di pane caldo. Ristorante Pod Lososiem  di Danzica Marcin Borkowski, chef del ristorante Karczma Wygoda

Altro buon pesce, come salmone, merluzzo, anatra, e piatti di carne, li possiamo assaggiare nel centro di Danzica, nel ristorante Pod Lososiem. Situato in un edificio del 1598, un tempo era frequentato da ricchi commercianti e armatori. Tra le curiosità gastronomiche c’è una zuppa di cipolle chiusa da un cappello in crosta di pane caldo (nella foto). Anche qui il conto è molto ragionevole: 100 zloti (25€). Info www.podlososiem.com.pl

Uno degli antichi piatti della Polonia settentrionale è la zuppa all’ambra, un brodo di pesce cotto insieme a piccoli granuli di questa resina fossile molto diffusa sulla costa del Baltico. “Oggi non va più di moda ma noi l’abbiamo recuperata e riproposta”, racconta lo chef Andzej Tawniczak, direttore dell’Accademia culinaria della Pomerania, il Voivodato che ha come “capitale” Danzica. L’Accademia è una scuola di cucina professionale aperta anche ai turisti che vogliono imparare a cucinare qualche piatto. Sono proprio i cuochi dell’accademia che hanno deciso i piatti polacchi proposti nei ristoranti dello stadio e come cibo da strada durante le partite. Info www.kucharze.pl

 

Andzej Tawniczak, chef e direttore dell’Accademia Culinaria della Pomerania (Pomorska Akademia Culinaria) Zuppa di carote, con brodo di gallina, pezzetti di gallina bollina, patate, panna acida e aneto. Ristorante Karczma Wygoda, in Pomerania, non lontano da Danzica

Chi cerca ancora qualcosa di tradizionale deve fare mezz’ora di auto fino al parco etnografico Wdzydze Kiszewskie, che celebra lo stile di vita rurale della piccola regione della Kaszubya. Dopo un giro tra casette e mulini possiamo sederci nella taverna dello chef Marcin Borkowski, interna al Parco, tutta in legno e pietra, semplice ma buona. I piatti sono un inno alla materia prima locale e alla semplicità. Ci sono il Trok, un pesce d’acqua dolce della famiglia dei salmoni, marinato con aceto, aneto e limone; c’è la zuppa di carote in brodo di gallina, con pezzetti di patate, aneto e panna acida; oppure il saporito Grucholec, uno sformato di patate, uova, pancetta, cipolla e funghi galletti. Per chiudere (ma è difficile arrivare fin qui) ci sono i ruchanki, frittelle alla mela spolverate di zucchero. Cena bella sostanziosa e conto con il paracadute: 40 zloti, 10€.

 

Poznan

Palazzi moderni del periodo socialista, anni ’70, a Poznan Nierozpoznani (Irriconoscibili), sculture dell’artista contemporanea polacca Magdalena Abakanowicz all’interno del parco Citadela di Poznan

Il secondo appuntamento per i tifosi italiani è il 14 giugno contro la Croazia a Poznan, la “capitale” del voivodato della Wielkopolska, la Grande Polonia. E il 18 giugno la terza sfida del girone preliminare: incontriamo l’Irlanda, ancora a Poznan, cittadina della Polonia occidentale, piena di studenti universitari. Si dice che il Paese sia nato qui, sull’isola della Cattedrale di San Pietro e Paolo (Ostrów Tumski). Fino al XVIII secolo Poznan fu polacca, poi divenne tedesca, ma dopo la guerra “rientrò” in Polonia, ricostruita in stile gotico.

Il cuore della movida è il Rynek, la grande piazza del Mercato, dove possiamo ammirare le caratteristiche case colorate Domki Budnicze e la torre del vecchio municipio. Sul retro c’è pure un padiglione modernista anni ’50 con due musei, il museo delle Armi e l’Arsenal, dedicato all’arte contemporanea. Per gli amanti del genere Poznan è piena di belle sorprese. Al parco Citadela, ad esempio, troviamo le figure “umane” di Magdalena Abakanowicz, tra le principali artiste contemporanee polacche (in foto). Sul viale aleje Marcinkowskiego ancora due grandi nomi, il tedesco Heinz Mack con la Stela, un’installazione del 2006, e il praghese David Cerny con il Golem, del 2010 (in foto). E’ invece del 1982 L’Esercito Polacco sopraffatto dai Tedeschi, una

Golem, scultura dell’artista praghese David Cerny, del 2010. su aleje Marcinkowskiego, a Poznan L’Esercito Polacco sopraffatto dai Tedeschi, 1982. Monumento in ricordo dell’invasione tedesca della Polonia Facciata della Cattedrale di San Pietro e Paolo, a Poznan

scultura-architettura formata da un insieme di lunghi spuntoni che stanno per essere travolti dalla monolitica macchina da guerra della Germania di Hitler. A realizzarla (in foto) due scultori, Anna Rodzinska e Julian Bossa-Goslawski, e un architetto, Jozef Iwianski. Un vero concentrato di installazioni e sculture contemporanee è all’interno di una ex fabbrica di birra, trasformata in centro commerciale, la Stary Browar, piuttosto centrale.Qui tra le vetrine sono esposte opere di Pitr Kurka, Wojciech Kujawski, Leon Tarasewicz, Vanessa Beecroft e del grande artista polacco Igor Mitoraj presente con uno dei suoi inconfondibili volti, Thsuki-no-hikari (www.starybrowar5050.com)

 

Tartare affumicata con uovo sospeso. Ristorante Villa Magnolia, a Poznan Lo chef Rafal Jeleski, del ristorante Panorama di Poznan Scultura dell’artista polacco Igor Mitoraj (Thsuki-no-hikari, 1991) nel centro commerciale Stary Browar

La Poznan che mangia, cucina e si diverte la incontriamo invece al Villa Magnolia per i piatti di Jacek Lesniewicz-Kuszka, 33 anni, il cui lavoro si ispira alle gastronomie italiane e francesi. Ha fatto esperienze sul Gargano, in Toscana, a Londra. Lo chef propone un menu di specialità del Belpaese, ma noi abbiamo provato la sua lista di ricette polacche rivisitate e alleggerite, che valorizzano la stagionalità e la provenienza degli ingredienti. Piatti come l’anatra con contorno di barbabietole rosse, servite nell’incavo di una mela (conto 100 zloti, 25€ www.villamagnolia.pl). Polonia al 100 per 100.

Davanti al ponte rosso di Saint Jordan troviamo, invece, il ristorante più piccolo di Poznan, appena 6 coperti in inverno, in estate con qualche tavolino in più, all’aperto. Come suggerisce il nome c’è attenzione al vino, che i polacchi cominciano ad apprezzare in alternativa a Vodka e birra. La cucina rivisitata dello chef Radek Nejman, 30 anni, unisce le materie prime polacche a qualche elemento e specialità internazionale, come nel maiale polacco di Ztotniki con insalata di anguria, erbe, lamponi e peperoni marinati. Buona anche l’insalata con formaggio di capra, barbabietola rossa arrostita, pomodori ciliegini e mirtilli neri (conto 75 zloti, 19€ www.vinebridge.pl).

 

Interni del ristorante Toga, a Poznan Un delicato patè con composta di cetriolo, galletti e prugne sotto spirito. Al ristorante Toga, di Poznan

La cucina tradizionale polacca, a base di materie prime di qualità e di nicchia, è il punto di forza di un altro ristorante, il Toga. Gestito da Piotr Miochaoski e dalla moglie Ewa Michaoska è il posto giusto per degustare ottimi formaggi, come l’Oscipek e il Cygier, funghi galletti, guance di maiale e di vitello, zuppe fredde di colore rosa come la fragola frullata. Ma niente scherzi, sono a base di barbabietola (conto 80-120 zloti, 20-30€ www.toga.poznan.pl). Al ristorante Panorama, nell’hotel Park, affacciato sul lago artificiale di Malta, lavora lo chef più conosciuto della città, Rafal Jeleski, finalista del Bocuse d’Or 2010, con 42 anni e oltre 25 di esperienza. Lavora sui prodotti polacchi con un occhio alle influenze delle cucine francese e italiana. Con la stessa familiarità usa tecniche di cottura tradizionali e moderne, anche la molecolare, “ma i polacchi non sono ancora pronti per una cucina così spinta”, ci dice. Accontentiamoci allora della sua cucina polacco-mediterranea, tra crostini di lardo, aneto e fiori eduli e proposte più Baltiche, come il merluzzo affumicato con corteccia di betulla in zuppa polacca di rafano. Conto 100 zloti, 25€ (www.hotelpark.pl).

 

Info

Design e stile marinaro nell’ala moderna dell’hotel Gdansk Poznan, la piazza del Mercato vista dalla fontana del Nettuno. In fondo la torre del vecchio Municipio

In Italia: Ente Turismo Polacco tel 06.4827060 www.polonia.travel

A Danzica: per dormire c’è il bel 4 stelle in stile marinaro Hotel Gdansk (doppie da 400 zloti con colazione, 100€ www.hotelgdansk.com.pl). Info turistiche www.gdansk4u.pl

A Poznan si può pernottare nel 3 stelle Włoski Hotel Business Centrum Poznań (doppie da 445 zloti con colazione, 130€ http://hotelwloski.pl). Info turistiche www.poznan.pl

 

 

Brovarnia Gdansk, il microbirrificio dell’hotel 4 stelle Gdansk, all’interno di un ex granaio di 300 anni. A Danzica Venditori di ambra su ulica Mariacka, nel centro di Danzica Poznan, il pub Kriek, con oltre 160 birre artigianali belghe
Merluzzo del Baltico affumicato con corteccia di betulla in zuppa polacca di rafano. Ristorante Panorama, di Poznan Za Kulisami, birreria con libreria nel centro di Poznan Jacek Lesniewicz-Kuszka, giovane chef del ristorante Villa Magnolia, di Poznan
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