Seguici

 

testi di Antonella Burdi, foto di Massimiliano Rella

 

Ingresso alla nave-albergo De Rotterdam, sul fiume Maas della città olandese Cabina matrimoniale al Cruise Hotel
Il bar del Cruise Hotel Sala del ristorante Club Room, design anni Cinquanta

Tra menu amarcord e atmosfere anni Cinquanta due anni fa ha riaperto il De Rotterdam, ex transatlantico che collegava Rotterdam e New York (fino al 1970) adesso trasformato in un’originale nave-albergo, il Cruise Hotel. E’ ormeggiato sui docks del fiume Maas, nella città olandese. All’interno due ristoranti: il Club Room e il Lido. Il primo con una bella cucina a vista, arredi originali anni ’50 e un menu che ripropone piatti rivisitati, scelti tra quelli che i viaggiatori ricchi, di prima classe, potevano mangiare sul De Rotterdam a metà Novecento. Specialità retrò servite con posate in argento, nell’atmosfera autentica dell’epoca. Come la “tartare di manzo con gelatina di erbe e melba toast; o “l’anguilla stufata in salsa verde di cerfoglio fresco”. Menu degustazione da 3, 4 o 5 portate, a 38, 43 o 48€ bevande escluse. Nel Lido, invece, piatti internazionali in un ambiente in stile bistrot.

 

Il De Rotterdam fu inaugurato nel 1958 e dall’anno successivo iniziò i collegamenti tra l’Olanda e New York, trasportando emigranti in seconda classe e romantici viaggiatori dell’epoca in prima classe. Tra il 1971 e il 2000 operò come nave da crociera, poi si conclusero i viaggi nel mare. Nel 2005 è stata acquistata per 1,75 milioni di € da un’immobiliare olandese, Woonbron. Ma sono ne stati spesi ben 240 per il recupero totale. Del resto la struttura è immensa: lunga 228 metri, alta 71, con 16 livelli e una superficie complessiva di 40 mila metri quadrati. Le 254 camere sono state ottenute da 576 cabine. I prezzi variano a seconda delle cabine (di 3 tipi) e della stagione, da 100 a 220€ colazione inclusa. Info www.cruisehotel.nl

 

Il ponte della nave, con vista sullo skyline di Rotterdam Sala bar, pianoforte e alle pareti sculture contemporanee a forma di gambero
comments powered by Disqus