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Veduta aerea sul Museo Casa Natale Enzo Ferrari
Museo Casa Natale Enzo Ferrari
Nel centro storico di Modena
Un dessert a L'Erba del Re di Modena
Enzo Ferrari e Gilles Villeneuve
Pranzo tra le vigne nell’Heuriger, sulle colline del Grinzing
Enoteca di Cobenzl, la cantina di proprietà della città di Vienna

 

testi di Antonella Burdi

 

Un Vinitaly pieno di giornalisti e visitatori nella “piazza” della Valtellina (foto di Jacopo Grassi) Ad animare la “piazza” della Valtellina ci ha pensato anche Radio Number One, con dirette, interviste a produttori e giornalisti. Una brillante idea del Consorzio della Valtellina, presieduto dal produttore Mamete Prevostini (foto di Jacopo Grassi)

Concluso Vinitaly, che si è svolto a Verona dal 25 al 28 marzo, la Valtellina vinicola torna a casa con un bilancio positivo della sua partecipazione al Salone internazionale dei vini e dei distillati. Qui lo spazio espositivo e le iniziative promozionali organizzate dal Consorzio Tutela Vini Valtellina hanno attratto molti visitatori, degustatori e buyer nazionali e internazionali. Il dato ufficiale della rassegna enologica conferma che le visite al Padiglione Lombardia sono state oltre 50mila, su un totale di 140mila presenze indicato da Verona Fiere. Per lo stand Valtellina si stima che i visitatori siano stati 25mila. L’idea di abbinare al vino la gastronomia, il turismo, la cultura e la storia e di puntare su un’immagine unitaria all’insegna della territorialità si è rivelata vincente per il consorzio e le 18 cantine valtellinesi presenti a Verona. I vini della Valtellina sono stati presentati in abbinamento ai piatti del territorio in versione finger food creati da uno staff di chef valtellinesi coordinati da Stefano Masanti presidente del gruppo Ristoratori della provincia di Sondrio. Con la diretta radiofonica di Radio Number One commenti, testimonianze, interviste a ospiti, produttori, autorità locali e giornalisti hanno raccontato minuto per minuto l’alta qualità della Valtellina. Un riconoscimento a tutta la produzione enologica di questa terra è stato al Vinitaly anche il premio “Benemerito della viticoltura italiana Medaglia Cangrande” – uno dei più prestigiosi riconoscimenti all’interno del panorama vitivinicolo nazionale – attribuito all’azienda Arturo Pelizzatti Perego di Sondrio a dimostrazione che dai terrazzamenti della Valtellina provengono vini che sono espressione di una passione millenaria.

 

Uno chef mostra un finger food valtellinese. Gli chef della Valtellina sono stati coordinati da Stefano Masanti, una stella Michelin (foto di Jacopo Grassi Rossi complessi, con un grande naso e una bocca piena e rotonda, per il Valtellina Superiore e lo Sfursat. Vini che nascono con le uve coltivate su vigneti terrazzati, in un territorio unico al mondo (foto di Jacopo Grassi)

La Valtellina si trova nella parte settentrionale della Lombardia, tra le Alpi Retiche e le Orobie ed è percorsa per 120 chilometri dal fiume Adda. Da secoli qui si coltiva la vite, con vigneti su terreni scoscesi contenuti da muretti a secco, che caratterizzano il paesaggio, anche fino a 700 metri sul livello del mare. Su questi terrazzamenti i vitigni coltivati sono il nebbiolo, che da queste parti si chiama chiavennasca, insieme a varietà meno note, come la pignola, la rossola e la brugnola. I vini prodotti sono delle denominazioni Valtellina Superiore Docg, che include le sottozone geografiche storiche Sassella, Grumello, Inferno, Valgella e Maroggia, e Rosso di Valtellina Doc. Per il Valtellina Superiore sono utilizzate uve nebbiolo (o chiavennasca) per minimo il 90 per cento, con eventuale aggiunta di altri vitigni a bacca rossa non aromatici. I vini sono immessi al consumo dopo un periodo minimo di invecchiamento e di affinamento di ventiquattro mesi, dei quali almeno dodici in botti di legno. Se sono sottoposti a un periodo di invecchiamento di almeno tre anni  hanno la dicitura Riserva in etichetta. Stessa composizione anche per il Rosso di Valtellina (o Valtellina Rosso), che però può essere immesso al consumo dopo un periodo minimo di affinamento di sei mesi, che può essere effettuato anche in legno. Troviamo inoltre lo Sforzato di Valtellina Docg (o Sfursat di Valtellina), il primo passito rosso secco italiano ad ottenere la Docg nel 2003. E’ prodotto da selezionate uve nebbiolo in grappoli spargoli e sani, che subito dopo la vendemmia vengono stesi su graticci in locali asciutti e ben areati, detti fruttai, per l’appassimento. Completa l’offerta enologica valtellinese l’Igt Terrazze Retiche di Sondrio riservata ai vini bianco, rosso, rosso novello, rosato, rosato frizzante, passito e vendemmia tardiva. Il Consorzio Tutela Vini Valtellina conta 921 soci, tra quali 36 aziende vitivinicole e una cantina cooperativa. Fondato nel 1976, rappresenta dal 1997 tutte le aziende vinicole della provincia di Sondrio ed l’unico consorzio italiano a vantare due Docg coincidenti per territorio e vitigno, il Valtellina Superiore e lo Sforzato di Valtellina. Info www.consorziovinivaltellina.com

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