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Veduta aerea sul Museo Casa Natale Enzo Ferrari
Museo Casa Natale Enzo Ferrari
Nel centro storico di Modena
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Enzo Ferrari e Gilles Villeneuve
Pranzo tra le vigne nell’Heuriger, sulle colline del Grinzing
Enoteca di Cobenzl, la cantina di proprietà della città di Vienna

 

testi di Antonella Burdi

 

I produttori della birra in anfora: da sinistra Teo Musso, il professor Patric McGovern, Leonardo Di Vincenzo e Sam Calagione preparano gli ingredienti per la cotta

La birra è oggi una delle bevande più apprezzate: scelta per abbinarla a qualsiasi cibo oppure da sola, chiara o scura, tradizionale o nei nuovi gusti che fanno tendenza, comunque amata per l’azione dissetante, la simpatia della schiuma, l’allegria del bere in compagnia. Ma anche la birra ha un suo passato, una storia che risale ai tempi più antichi. Proprio in questi giorni nel Vecchio Birrificio di Birra del Borgo, a Borgorose (Rieti), una birra speciale, prodotta all’inizio di marzo, sta fermentando in grandi anfore di terracotta fatte realizzare appositamente da un artigiano toscano. E’ una birra antica ottenuta utilizzando ingredienti ispirati alle bevande fermentate di epoca etrusca.

 

Leonardo Di Vincenzo (centro) e Sam Calagione (dx) uniscono gli ingredienti al mosto

La ricetta è stata ricreata in base ai ritrovamenti presso siti archeologici relativi a bevande e ingredienti. La birra è stata ottenuta da grano saragolla, varietà antica di un cereale simile ai moderni grani duri, introdotto in Abruzzo nel 400 d.C., e malto d’orzo, come i grani di orzo distico ritrovati presso il sito sabino di Cures (Rieti). Altri componenti sono nocciole, uva passa e melograni, di cui sono state ritrovate tracce in vasi da mescita nei siti di Casale Marittimo (Pisa), conservati nel Museo Archeologico di Cecina; resina naturale e miele, rinvenuti nel sito archeologico etrusco di Prato Rosello ad Artimino e conservati nel Museo Archeologico di Carmignano (Prato).

 

Una delle grandi anfore di terracotta fatte realizzare appositamente per far fermentare la birra

Il progetto della birra in anfora nasce da una collaborazione tra Leonardo Di Vincenzo, proprietario di Birra del Borgo; Sam Calagione, del birrificio statunitense Dogfish Head di Milton (Delaware); e Teo Musso del birrificio piemontese Baladin, socio della birreria all’ultimo piano di Eataly New York che ha portato la birra artigianale italiana di qualità nella metropoli americana. I tre mastri birrai si avvalgono di una consulenza eccezionale, di un supervisore del calibro di Patrick McGovern, direttore scientifico del laboratorio di Archeologia Biomolecolare del Museo di Archeologia e Antropologia dell’Università della Pennsylvania, esperto di bevande fermentate nell’antichità e autore di pubblicazioni sul tema. Tra i suoi testi L’archeologo e l’uva – vite e vino dal Neolitico alla Grecia arcaica, edito in Italia da Carocci. Noi McGovern l’abbiamo incontrato anche nel nostro viaggio in Turchia, tra le vigne e i vini dei Camini delle Fate (leggi su TWT Le vigne delle Fate). Per ora non resta che aspettare con la curiosità di degustare la birra fermentata in anfora, interessante sintesi di gusto e cultura. Info www.birradelborgo.it

 

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