testi di Antonella Burdi
Nel sud della Toscana, alle pendici del monte Amiata, un antico vulcano spento, boschi di faggi, abeti e castagni si alternano a vigneti e oliveti, situati ad altitudini meno elevate. E’ qui che nascono i vini Montecucco, una denominazione della provincia di Grosseto che negli ultimi anni si è conquistata una dimensione di tutto rispetto nel panorama enologico toscano e italiano. La principale tipologia è il Sangiovese, un rosso strutturato e importante, ottimo con la cacciagione, che dà il meglio di sé dopo qualche anno di invecchiamento. Dalla vendemmia 2011 è diventato una Docg, denominazione di origine controllata e garantita. La Doc Montecucco, invece, è prodotta in varie tipologie: Rosso, Bianco, Vermentino, Rosato, Vin Santo e Vin Santo Occhio di Pernice (vedere box).
Nella vicina Cinigiano l'azienda Castello di Colle Massari è in una bella struttura rinascimentale con un cortile interno quadrangolare e quattro torri agli angoli dei bastioni, dai quali si apre la vista su un paesaggio incantevole. Qui possiamo visitare la cantina in stile contemporaneo costruita su progetto dell’architetto Edoardo Milesi, un esempio di architettura sostenibile. Il fabbricato appare come una scatola di legno interrata, la parte di edificio emergente come una gabbia rada e leggera di pilastri e travi in cemento bianco: ogni soluzione progettuale ed esecutiva, dalla divisione degli spazi alla scelta dei materiali, si è ispirata ai concetti di risparmio energetico, bioedilizia, qualità del lavoro, ingegneria bioclimatica. L’azienda produce vini Montecucco e olio extravergine d’oliva, in degustazione e vendita (www.collemassari.it). La nostra curiosità enologica trova a Cinigiano altre realtà interessanti, come l’azienda agricola biologica Basile, che oltre ai vini Montecucco produce un rosso Toscana Igt ottenuto da sangiovese in purezza coltivato con metodo biologico e proposto ogni anno in un’edizione limitata con l’etichetta disegnata e firmata in originale da un artista. Per ogni nuova annata un artista diverso realizza l’opera per la collezione di vini dell’azienda (www.basilessa.it). Anche la famiglia Salustri produce vini Montecucco da agricoltura biologica: l’accogliente cantina è aperta per visite e degustazioni su prenotazione. L’azienda offre ospitalità negli appartamenti rustici dell’agriturismo Il Mandorlo, che ha anche una grande piscina coperta e riscaldata, con vista panoramica (appartamenti a partire da 35€ a persona www.salustri.it). Sempre a Cinigiano, in località Poggi del Sasso, vale la pena visitare il Monastero di Siloe, dove dimora una comunità religiosa che segue la regola benedettina. L’edificio si appresta a diventare anche un centro culturale: i lavori sono in fase di completamento.
Spostandoci ancora più a sud tra Roccalbegna e Arcidosso incontriamo la riserva naturale Monte Labro, al cui interno è compresa la riserva faunistica del monte Amiata, dove cervi, daini e mufloni vivono in libertà. Aperto tutti i giorni, escluso il lunedì, si visita seguendo sentieri già tracciati (info 0564.966867). A est raggiungiamo Arcidosso, che si presenta come un borgo a forma piramidale su un’altura dominata dalla Rocca Aldobrandesca, un grande edificio quadrangolare, dell’anno mille. Dalla cima della torre, sulla quale si può salire a pagamento, si gode un bellissimo panorama. Ad Arcidosso, presso l’azienda vitivinicola Poderi Firenze possiamo degustare e acquistare vini Montecucco e olio extravergine d’oliva di Seggiano Dop e pernottare in una bella struttura in un antico edificio, con vista su un suggestivo paesaggio, un ampio salone con camino adibito a sala lettura, grande cura dei dettagli e del design e all’esterno piscina e zona barbecue (aperta da aprile a ottobre, doppie da 180€ www.poderifirenze.it).
Non lontano da centro di Seggiano la cantina Poggio Mandorlo ci aspetta per concludere il nostro viaggio con una degustazione di vini Montecucco in abbinamento al pecorino di Seggiano e ai salumi di Cinta senese. Si può visitare su prenotazione. Accanto ai vigneti ci sono oliveti con piante di olivastra di Seggiano di oltre ottant’anni, dalle quali è prodotto l’olio Dop, che si può acquistare anche in azienda (www.poggiomandorlo.it).
Ristoranti
Per mangiare nella zona del Montecucco ecco alcune proposte interessanti. La Scottiglia, a Seggiano, aperto nel 1890, prende il nome da un piatto tradizionale, una zuppa di varie carni su uno strato di pane raffermo (chiuso mercoledì, conto 25€ bevande escluse www.lascottiglia.it). Sempre a Seggiano, lo chef Roberto Rossi gestisce Il Silene: anche qui il piatto più tradizionale è la scottiglia. Le carte dei vini e degli oli rappresentano tutto il territorio nazionale, con preferenza per le produzioni autoctone. Conto 60€ bevande escluse (prenotazione obbligatoria, chiuso lunedì e domenica sera www.ilsilene.it). Lo chef Daniele Zanzucchi prepara piatti con ingredienti locali e di stagione alla Locanda del Glicine di Campagnatico. Nella carta dei vini prevalgono i rossi del Montecucco. Conto medio 60€, menu degustazione 35€, bevande escluse (chiuso lunedì www.cantinapievevecchia.com). Infine cucina maremmana dello chef Moreno Cardone al ristorante L’Uva e il Malto, in Via Mazzini, in centro a Grosseto. La carta dei vini include etichette toscane e italiane e novità di oltreoceano (chiuso domenica, conto medio 57€ www.luvaeilmalto.it).
Il Montecucco Sangiovese diventa Docg
La tipologia Montecucco Sangiovese dalla vendemmia 2011 diventa Docg, ovvero denominazione di origine controllata e garantita. Il nuovo disciplinare prevede una serie di regole restrittive per migliorare la qualità del vino, come l'abbassamento delle rese di uve per ettaro a 70 quintali, tra le più basse d'Italia. Il Montecucco Sangiovese Docg è ottenuto con almeno il 90 per cento di vitigno sangiovese e invecchiato minimo 12 mesi in legno e 4 in bottiglia, che passano a 24 mesi e 6 mesi per la tipologia Riserva. Novità anche nel nuovo disciplinare della Doc Montecucco, che prevede le tipologie Rosso, Bianco, Rosato, Vermentino, Vin Santo e Vin Santo Occhio di Pernice. Le uve prevalenti nella produzione sono sangiovese per il Rosso e il Rosato, vermentino e/o trebbiano per il Bianco, e l’omonimo vitigno per il Vermentino. Il Vin Santo si ottiene da malvasia bianca, grechetto e trebbiano; e il Vin Santo Occhio di Pernice da uve sangiovese.
Olio extravergine di Seggiano Dop
Monastero di Siloe
Un luogo insolito è a Poggi del Sasso (Grosseto) il Monastero di Siloe della Comunità monastica di Siloe, aperta all’ospitalità. I monaci producono olio, peperoncino, zafferano. Il complesso, curato da Edoardo Milesi, ha un’architettura contemporanea e una volta completato conterrà un centro culturale con biblioteca, sala lettura, sala conferenza e anfiteatro all’aperto. Ne fanno parte la Cappella della Santissima Trinità, realizzata in un ovile ristrutturato, e la Cappella della Luce, un piccolo edificio, con muri in pietra a vista. Il nuovo monastero cistercense è sorto a partire dal 2001 su iniziativa dei monaci in seguito alla donazione di una collina e con il riadattamento di un ovile, unica struttura allora esistente. Nel 2007 sono partiti i lavori per la costruzione del secondo lotto (www.monasterodisiloe.it).
Un bagno alle terme
Le Terme di San Casciano dei Bagni (Siena) sono il luogo perfetto per una sosta rigenerante. Dalle 42 sorgenti sgorgano acque curative ricche di sali minerali, magnesio, calcio, fluoro. Qui Fonte Verde è un hotel a cinque stelle, con lussuose camere, spa, centro termale e benessere, piscina nel parco e due ristoranti (doppie da 350€ www.fonteverdespa.com). A Monticiano (Siena) le Terme di Petriolo, nella riserva naturale del Basso Merse, offrono trattamenti, anche terapeutici, fangoterapia e diverse soluzioni per l’ospitalità (www.termepetriolo.it).




