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Veduta aerea sul Museo Casa Natale Enzo Ferrari
Museo Casa Natale Enzo Ferrari
Nel centro storico di Modena
Un dessert a L'Erba del Re di Modena
Enzo Ferrari e Gilles Villeneuve
Pranzo tra le vigne nell’Heuriger, sulle colline del Grinzing
Enoteca di Cobenzl, la cantina di proprietà della città di Vienna


testi di Antonella Burdi

 

Filari nei vigneti dell’azienda Poggio Mandorlo a Seggiano (foto di Gaetano Alfano) Filari nei vigneti dell’azienda Poggio Mandorlo a Seggiano (foto di Gaetano Alfano)

Nel sud della Toscana, alle pendici del monte Amiata, un antico vulcano spento, boschi di faggi, abeti e castagni si alternano a vigneti e oliveti, situati ad altitudini meno elevate. E’ qui che nascono i vini Montecucco, una denominazione della provincia di Grosseto che negli ultimi anni si è conquistata una dimensione di tutto rispetto nel panorama enologico toscano e italiano. La principale tipologia è il Sangiovese, un rosso strutturato e importante, ottimo con la cacciagione, che dà il meglio di sé dopo qualche anno di invecchiamento. Dalla vendemmia 2011 è diventato una Docg, denominazione di origine controllata e garantita. La Doc Montecucco, invece, è prodotta in varie tipologie: Rosso, Bianco, Vermentino, Rosato, Vin Santo e Vin Santo Occhio di Pernice (vedere box).

 

Un paesaggio nella campagna maremmana, dove si produce il Montecucco (foto di Cesare Moroni) Un grappolo di sangiovese appena colto (foto di Cesare Moroni)
Il nostro viaggio alla scoperta del Montecucco comincia da Civitella Paganico, dove troviamo la Tenuta L’Impostino, che produce anche Brunello di Montalcino e Morellino di Scansano. La cantina è aperta a visite e degustazioni su prenotazione, in abbinamento a prodotti tipici. L’antico casale è stato trasformato in un agriturismo dall’aspetto rustico ma curato nei particolari, con ambienti arredati con gusto e belle camere, parco e piscina con fantastica vista sui vigneti. Nel ristorante, che si presenta come un’antica osteria, si possono degustare ricette toscane e vini di propria produzione (doppie da 100€ a 130€ www.tenutaimpostino.it). Da qui ci spostiamo a Campagnatico per una visita alla cantina Pieve Vecchia: l’edificio modernissimo, realizzato su progetto dell’architetto Cini Boeri, con le sue grandi vetrate e l’originale copertura a forma di vela, si integra nell’ambiente mimetizzandosi tra le colline della Maremma. La tenuta include il Podere di Pieve Vecchia, con un sito archeologico del II secolo d.C., una cisterna romana rimasta intatta e la casa colonica in pietra, costruita sui resti di un antico sito termale Romano. Si può anche pernottare in camere dall’arredamento minimalista. Per rilassarsi ci sono piscina, solarium e idromassaggio. L’azienda produce ottimi vini Montecucco e olio extravergine di oliva, ma anche grappa, conserve, marmellate e i biscotti preparati da Daniele, lo chef della Locanda del Glicine, ristorante tipico e albergo confortevole realizzato dall'azienda vitivinicola in un edificio nel borgo medioevale di Campagnatico (doppie da 120€ www.cantinapievevecchia.com).

 

Colline intorno a Cinigiano. E’ qui che sorge la cantina Castello di Colle Massari (foto di Bruno Bruchi) Colle Massari, produttori di Montecucco, il Sangiovese dell’Amiata, in Toscana meridionale (foto di Bruno Bruchi)
Vigne e olivi nella cantina Castello Colle Massari (foto di Bruno Bruchi) Interni della cantina di Castello Colle Massari, progettata dall’architetto Edoardo Milesi (foto di Bruno Bruchi)

Nella vicina Cinigiano l'azienda Castello di Colle Massari è in una bella struttura rinascimentale con un cortile interno quadrangolare e quattro torri agli angoli dei bastioni, dai quali si apre la vista su un paesaggio incantevole. Qui possiamo visitare la cantina in stile contemporaneo costruita su progetto dell’architetto Edoardo Milesi, un esempio di architettura sostenibile. Il fabbricato appare come una scatola di legno interrata, la parte di edificio emergente come una gabbia rada e leggera di pilastri e travi in cemento bianco: ogni soluzione progettuale ed esecutiva, dalla divisione degli spazi alla scelta dei materiali, si è ispirata ai concetti di risparmio energetico, bioedilizia, qualità del lavoro, ingegneria bioclimatica. L’azienda produce vini Montecucco e olio extravergine d’oliva, in degustazione e vendita (www.collemassari.it). La nostra curiosità enologica trova a Cinigiano altre realtà interessanti, come l’azienda agricola biologica Basile, che oltre ai vini Montecucco produce un rosso Toscana Igt ottenuto da sangiovese in purezza coltivato con metodo biologico e proposto ogni anno in un’edizione limitata con l’etichetta disegnata e firmata in originale da un artista. Per ogni nuova annata un artista diverso realizza l’opera per la collezione di vini dell’azienda (www.basilessa.it). Anche la famiglia Salustri produce vini Montecucco da agricoltura biologica: l’accogliente cantina è aperta per visite e degustazioni su prenotazione. L’azienda offre ospitalità negli appartamenti rustici dell’agriturismo Il Mandorlo, che ha anche una grande piscina coperta e riscaldata, con vista panoramica (appartamenti a partire da 35€ a persona www.salustri.it). Sempre a Cinigiano, in località Poggi del Sasso, vale la pena visitare il Monastero di Siloe, dove dimora una comunità religiosa che segue la regola benedettina. L’edificio si appresta a diventare anche un centro culturale: i lavori sono in fase di completamento.

 

Uno spettacolare vigneto vicino Cinigiano (foto di Bruno Bruchi)

Spostandoci ancora più a sud tra Roccalbegna e Arcidosso incontriamo la riserva naturale Monte Labro, al cui interno è compresa la riserva faunistica del monte Amiata, dove cervi, daini e mufloni vivono in libertà. Aperto tutti i giorni, escluso il lunedì, si visita seguendo sentieri già tracciati (info 0564.966867). A est raggiungiamo Arcidosso, che si presenta come un borgo a forma piramidale su un’altura dominata dalla Rocca Aldobrandesca, un grande edificio quadrangolare, dell’anno mille. Dalla cima della torre, sulla quale si può salire a pagamento, si gode un bellissimo panorama. Ad Arcidosso, presso l’azienda vitivinicola Poderi Firenze possiamo degustare e acquistare vini Montecucco e olio extravergine d’oliva di Seggiano Dop e pernottare in una bella struttura in un antico edificio, con vista su un suggestivo paesaggio, un ampio salone con camino adibito a sala lettura, grande cura dei dettagli e del design e all’esterno piscina e zona barbecue (aperta da aprile a ottobre, doppie da 180€ www.poderifirenze.it).

 

Il Giardino di Daniel Spoerri, un museo all’aria aperta dedicato all’arte contemporanea a Seggiano (foto di Daniele Badini) Il Castello di Potentino (foto di Cesare Moroni)
Altra piacevole tappa è Montenero d’Orcia, un borgo del comune di Castel del Piano, dove merita una visita il Museo della Vite e del Vino, che fa parte del sistema museale Amiata e custodisce immagini descrittive della cultura vitivinicola, oggetti tradizionali, strumenti da lavoro d’epoca, vecchi utensili e macchinari per la vinificazione, tra i quali un torchio del 1700 trovato nelle campagne di Petricci (nel comune di Semproniano). Nel Museo è presente un percorso audio-tattile per non vedenti (giorni e orari di apertura variabili www.sistemamusealeamiata.it). Nella vicina Seggiano si produce anche un olio extravergine d’oliva ottenuto dalla varietà autoctona olivastra di Seggiano, diffusa nel territorio dell’Amiata e soprattutto nella provincia di Grosseto. Se ne ricava un prodotto con una base dolce in bocca, atipico per gli oli toscani, che di solito sviluppano un amaro e un piccante ben dosati. E’ ottimo su insalate di ortaggi e foglie verdi, legumi, verdura cotta, primi piatti conditi con verdure e sulla selvaggina. Da visitare l’imponente Castello del Potentino, di epoca medioevale, le Logge del Mercato e la Chiesa di San Bernardino, un antico edificio restaurato nel 1938, che contiene le reliquie del santo. Nell’altare centrale è collocato un polittico raffigurante la Vergine in trono col bambino e i Santi Bartolomeo, Michele Arcangelo e Giovanni Evangelista, notevole espressione della pittura trecentesca senese. Affascinante è anche il Giardino di Daniel Spoerri, un museo all’aria aperta dedicato all’arte contemporanea, creato dall’artista svizzero a partire del 1991 e in continua evoluzione. Il parco raccoglie sculture di Spoerri e creazioni di altri autori, come Eva Aeppli, Jean Tinguely, Meret Oppenheim, Bernhard Luginbuhl, Luigi Mainolfi, Robert Barni e altri, collocate tra boschi, oliveti, castagneti e campagna (visitabile su appuntamento www.danielspoerri.org).

 

Non lontano da centro di Seggiano la cantina Poggio Mandorlo ci aspetta per concludere il nostro viaggio con una degustazione di vini Montecucco in abbinamento al pecorino di Seggiano e ai salumi di Cinta senese. Si può visitare su prenotazione. Accanto ai vigneti ci sono oliveti con piante di olivastra di Seggiano di oltre ottant’anni, dalle quali è prodotto l’olio Dop, che si può acquistare anche in azienda (www.poggiomandorlo.it).

Ristoranti

Per mangiare nella zona del Montecucco ecco alcune proposte interessanti. La Scottiglia, a Seggiano, aperto nel 1890, prende il nome da un piatto tradizionale, una zuppa di varie carni su uno strato di pane raffermo (chiuso mercoledì, conto 25€ bevande escluse www.lascottiglia.it). Sempre a Seggiano, lo chef Roberto Rossi gestisce Il Silene: anche qui il piatto più tradizionale è la scottiglia. Le carte dei vini e degli oli rappresentano tutto il territorio nazionale, con preferenza per le produzioni autoctone. Conto 60€ bevande escluse (prenotazione obbligatoria, chiuso lunedì e domenica sera www.ilsilene.it). Lo chef Daniele Zanzucchi prepara piatti con ingredienti locali e di stagione alla Locanda del Glicine di Campagnatico. Nella carta dei vini prevalgono i rossi del Montecucco. Conto medio 60€, menu degustazione 35€, bevande escluse (chiuso lunedì www.cantinapievevecchia.com). Infine cucina maremmana dello chef Moreno Cardone al ristorante L’Uva e il Malto, in Via Mazzini, in centro a Grosseto. La carta dei vini include etichette toscane e italiane e novità di oltreoceano (chiuso domenica, conto medio 57€ www.luvaeilmalto.it).

 

Il Montecucco Sangiovese diventa Docg

Dalla vendemmia 2011 il Montecucco Sangiovese è diventato Docg Dalla vendemmia 2011 oltre alla nascita della Docg Montecucco Sangiovese si produrranno i nuovi Montecucco Rosato Doc, Montecucco Vin Santo Doc e Montecucco Vin Santo Occhio di Pernice Doc

La tipologia Montecucco Sangiovese dalla vendemmia 2011 diventa Docg, ovvero denominazione di origine controllata e garantita. Il nuovo disciplinare prevede una serie di regole restrittive per migliorare la qualità del vino, come l'abbassamento delle rese di uve per ettaro a 70 quintali, tra le più basse d'Italia. Il Montecucco Sangiovese Docg è ottenuto con almeno il 90 per cento di vitigno sangiovese e invecchiato minimo 12 mesi in legno e 4 in bottiglia, che passano a 24 mesi e 6 mesi per la tipologia Riserva. Novità anche nel nuovo disciplinare della Doc Montecucco, che prevede le tipologie Rosso, Bianco, Rosato, Vermentino, Vin Santo e Vin Santo Occhio di Pernice. Le uve prevalenti nella produzione sono sangiovese per il Rosso e il Rosato, vermentino e/o trebbiano per il Bianco, e l’omonimo vitigno per il Vermentino. Il Vin Santo si ottiene da malvasia bianca, grechetto e trebbiano; e il Vin Santo Occhio di Pernice da uve sangiovese.

 

Olio extravergine di Seggiano Dop

L’olivastra di Seggiano, varietà tipica della Maremma, dalla quale è prodotto un olio extravergine d’oliva Seggiano Dop (foto di Daniele Badini)
L’olio extravergine d’oliva Seggiano Dop è prodotto dalla varietà autoctona olivastra di Seggiano, da oliveti secolari estesi fino ai 600 metri sul livello del mare. La zona di produzione corrisponde al territorio di Arcidosso, Castel del Piano, Seggiano, Cinigiano, Santa Fiora, Roccalbegna, Semproniano e parte di Castell’Azzara, in provincia di Grosseto (www.consorzioolioseggiano.it). In zona l’olio si può comprare in diverse aziende agricole, come Podere Il Casino (www.podereilcasino.net) e Dominio della Berardenga (www.dominioberardenga.it), entrambe a Seggiano.

 

Monastero di Siloe

Un luogo insolito è a Poggi del Sasso (Grosseto) il Monastero di Siloe della Comunità monastica di Siloe, aperta all’ospitalità. I monaci producono olio, peperoncino, zafferano. Il complesso, curato da Edoardo Milesi, ha un’architettura contemporanea e una volta completato conterrà un centro culturale con biblioteca, sala lettura, sala conferenza e anfiteatro all’aperto. Ne fanno parte la Cappella della Santissima Trinità, realizzata in un ovile ristrutturato, e la Cappella della Luce, un piccolo edificio, con muri in pietra a vista. Il nuovo monastero cistercense è sorto a partire dal 2001 su iniziativa dei monaci in seguito alla donazione di una collina e con il riadattamento di un ovile, unica struttura allora esistente. Nel 2007 sono partiti i lavori per la costruzione del secondo lotto (www.monasterodisiloe.it).

 

Un bagno alle terme

Le Terme di San Casciano dei Bagni (Siena) sono il luogo perfetto per una sosta rigenerante. Dalle 42 sorgenti sgorgano acque curative ricche di sali minerali, magnesio, calcio, fluoro. Qui Fonte Verde è un hotel a cinque stelle, con lussuose camere, spa, centro termale e benessere, piscina nel parco e due ristoranti (doppie da 350€ www.fonteverdespa.com). A Monticiano (Siena) le Terme di Petriolo, nella riserva naturale del Basso Merse, offrono trattamenti, anche terapeutici, fangoterapia e diverse soluzioni per l’ospitalità (www.termepetriolo.it).

 

Una veduta dei vigneti dell’azienda Poggio Mandorlo a Seggiano (foto di Gaetano Alfano) Un olivo della varietà olivastra di Seggiano, nel comune di Seggiano (foto di Daniele Badini) Un’ottima vendemmia per il Montecucco Sangiovese Docg, la prima annata, il 2011 Nel Giardino di Daniel Spoerri, un parco contenente numerose sculture dell’artista e di altri autori contemporanei (foto di Daniele Badini) Il territorio del Montecucco è una destinazione interessante per chi ama viaggiare e scoprire buoni vini (foto di Cesare Moroni)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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