testi di Antonella Burdi
Visitare e conoscere da vicino i luoghi di produzione del vino ci fa scoprire quanta storia, cultura, tradizione si celano dentro una bottiglia, quanto lavoro e passione rappresenta un’etichetta. La varietà e qualità dei vini prodotti in Italia e dei vitigni coltivati è ampia, così come i territori del vino offrono al turista proposte e destinazioni assai diverse. Ci sono molte cantine che sono aperte tutto l’anno, pronte ad accogliere appassionati ed enoturisti con varie formule di visite guidate, degustazioni, attività di svago, arte, cultura, pernottamento.
Il nostro viaggio tra le cantine sempre aperte comincia in Piemonte, a Barbaresco (Cuneo), nelle belle tenute Cisa Asinari dei Marchesi di Grésy. Nelle tre aziende agricole che ne fanno parte, tra Langhe e Monferrato, si producono le uve per vari vini di qualità, come il Barbaresco Docg, il Langhe Doc, Chardonnay, Nebbiolo e Sauvignon, il Dolcetto d’Alba, la Barbera d’Asti e il Moscato d’Asti Docg. La cantina Martinenga, a Barbaresco, ha un’accogliente sala degustazione, dalla quale si vede il vigneto Martinenga. E’ aperta al pubblico dal lunedì al venerdì, dalla metà di marzo a dicembre anche il sabato. Per visite e degustazioni sono previste diverse formule, su prenotazione. La più semplice: visita guidata e degustazione per apprendere le nozioni fondamentali e imparare a bere meglio, per piccoli gruppi, costo da 70 € a € 120 a persona. La più complessa: visita delle cantine, degustazione di più vini (15€ a persona) e su richiesta anche assaggio di prodotti piemontesi (supplemento di 10€). Nella sala degustazione si può pranzare: visita guidata e degustazione, pranzo di cucina langarola in abbinamento a quattro vini della cantina. Per gruppi da 15 a 50 persone. Info www.marchesidigresy.com
Spostandoci in Veneto ci accoglie tutto l’anno anche la bella cantina Santa Sofia, di proprietà della famiglia Begnoni, in Valpolicella classica, territorio di antica tradizione per i vini di qualità. Santa Sofia ha sede in una villa Palladiana, risalente al 1560. Qui sono prodotti i più importanti vini della zona veronese: Amarone della Valpolicella, Recioto della Valpolicella, Ripasso Valpolicella Superiore, Soave, Recioto di Soave e altri. Su prenotazione si possono visitare le cantine storiche e degustare i prodotti. L’azienda è aperta al pubblico dal lunedì al venerdì. Sabato e domenica è aperta durante le manifestazioni. E’ possibile scegliere la sola degustazione vini o la degustazioni con visita guidata alle cantine storiche (costi variabili). E’ bene controllare il sito periodicamente perché a volte in estate organizza concerti di musica classica nel parco. Info www.santasofia.com
In centro Italia ecco altre due interessanti realtà, a forte vocazione enoturistica, quindi sempre aperte. La prima è a Montefalco (Perugia), terra del famoso Sagrantino, vino rosso e potente ottenuto dall’omonimo vitigno. La cantina Antonelli San Marco è una struttura moderna, con sala di fermentazione, bottaia e locali sotterranei per l’affinamento. Oltre al Sagrantino di Montefalco, secco e passito, il produttore Filippo Antonelli produce Rosso di Montefalco e i bianchi Trebbiano Spoletino e Grechetto dei Colli Martani, e poi grappa e olio extravergine d’oliva biologico da varietà moraiolo e frantoio. La cantina organizza brevi itinerari enoturistici con degustazione guidata. I pacchetti vanno dalla più semplice “visita alla cantina e degustazione di tre vini a scelta” alla più completa “visita con degustazione guidata e pranzo tipico umbro” fino alla più professionale “visita alla cantina con degustazione verticale guidata di Sagrantino”. Si può anche pernottare nel Casale Satriano, in appartamenti indipendenti. E si può imparare a cucinare partecipando ai corsi di “Cucina in Cantina”, una scuola di gastronomia che propone lezioni tenute da cuoche esperte di cucina umbra o da uno chef ospite. Tutto su prenotazione e in italiano, inglese o tedesco. Info www.antonellisanmarco.it
Nel Lazio, una cantina da non perdere, è Castello di Torre in Pietra, situtata nell’antica Tenuta di Torre in Pietra, a soli 25 km da Roma. E’ all’interno di un borgo medievale, a ridosso della torre da cui prende il nome l’azienda. La cantina fu scavata sotto una collina in tufo (formatasi dalle ceneri dell’esplosione del vulcano di Bracciano) e impiegata per la conservazione del vino a partire dal ‘400. Al suo interno nel 1930 vennero ritrovati i resti di una zanna di mammuth, la cui forma nel tufo è ancora ben visibile. I vini prodotti sono Tarquinia Bianco Doc, Lazio Bianco Igt, spumante brut da uve chardonnay, tra i rossi il Tarquinia Rosso Doc, Lazio Rosso Igt da uve merlot in purezza. Il punto vendita è aperto dal lunedì al sabato e la domenica mattina. Il Castello è affiliato a “Residenze d'Epoca - Matrimoni e ricevimenti di eccellenza in ville, castelli, dimore storiche”. Info www.castelloditorreinpietra.it
E arriviamo in sud Italia, nel fantastico Salento, terra di pizzica, mare e Negroamaro. La nostra destinazione enoturistica è a Scorrano (Lecce), nelle cantine dell’azienda agraria Duca Carlo Guarini, dove si possono degustare ottimi vini in un elegante palazzo del ‘700, in calda pietra leccese. Ci aspettano i vini di Giovanni Guarini, discendente di una nobile famiglia e bravo produttore: Primitivo, Negroamaro, Malvasia nera, Sauvignon blanc, per citarne alcuni. L’azienda organizza anche gite in mountain bike attraverso antichi borghi, strade di campagna, boschetti secolari, ulivi millenari, chiese e masserie. La sosta gastronomica, con pranzo tipico e vini, si fa nelle salette degustazione o se il tempo lo consente anche nel bel giardino pieno d’atmosfera tra agrumi, palme, antichi roseti, viti, colonnati e fontane. Non ci dimentichiamo prima dei saluti di fare un buon acquisto nella bottega aziendale che vende i prodotti de "Le Masserie del Duca", una linea agroalimentare di qualità che comprende olio extravergine d’oliva, passate di pomodori freschi, di carciofi, olive, peperoni, pomodori secchi sott’olio. Tutto di produzione propria. Il palazzo settecentesco da qualche mese è stato anche aperto al pernottamento: le eleganti camere sono impreziosite di dettagli di classe, letti in ferro battuto, piastrelle originali in ceramica dipinta a mano, tutti pezzi rigorosamente unici. Info www.ducacarloguarini.it
In Basilicata la terra del vino più importante è quella attorno al vulcano spento del Vulture. Qui, nel paese e nell’agro di Rionero, ci sono le strutture di un’altra bella realtà, le Cantine del Notaio, di Gerardo Giuratrabocchetti. Il vino da non perdere è l’Aglianico del Vulture Docg, un rosso potente, speziato e strutturato. Le cantine sono state ricavate da antiche grotte del ‘600, scavate nel tufo vulcanico e collegate tra loro da un percorso sotterraneo che conduce in una sorta di piazzetta centrale, a forma di emisfero. Il complesso sopra le cantine comprende un punto vendita, un museo della civiltà contadina, un’ampia sala degustazione. La nuova cantina di vinificazione si trova a Serra del Granato, a un chilometro da Rionero in Vulture e dalle grotte storiche per l'affinamento dell’Aglianico del Vulture. Ricorda nell’aspetto le antiche masserie lucane, ma all’interno è attrezzata con tecnologie innovative. I vini prodotti nelle Cantine del Notaio hanno originali etichette che richiamano le definizioni di atti giuridici proprie dell’attività notarile, in ricordo della professione del papà dell’attuale proprietario. Altri prodotti sono l’olio extravergine d’oliva da agricoltura biologica, ottenuto da varietà rotondella, la coratina e l’ogliarola del Vulture e grappa monovarietale ottenuta dalle vinacce di uve aglianico del Vulture. Le cantine sono aperte a visite guidate e degustazioni, su prenotazione. Info www.cantinedelnotaio.it
Giungiamo alla fine del nostro viaggio, in Calabria dove ci accolgono due interessanti cantine: l’azienda Dattilo, di Roberto Ceraudo, e la Tenuta Terre Nobili, di Lidia Matera. Ceraudo, in provincia di Crotone, produce vini bianchi, rosati e rossi, e poi olio extravergine di oliva biologico, ortaggi e clementine. Tutto da agricoltura biologica. Tra i vitigni bianchi della tenuta troviamo chardonnay, greco bianco, mantonico, pecorello, tra i rossi il gaglioppo e magliocco. Si può pernottare presso l’agriturismo Dattilo nel caratteristico borgo baronale del 1600, tra ulivi secolari, con piscina e ampie camere con terrazze. E si può fantasticamente cenare nel ristorante Dattilo, che propone cucina calabrese e mediterranea rivisitata. Lo chef è il lucano Francesco Rizzuti (vedere http://www.thewinetraveller.it/hide/699.html). Pacchetti turistici di Ceraudo: “Andar per vigne”, in periodo di vendemmia; “Pacchetto cooking”, con lezioni di cucina calabrese, e in entrambe le proposte degustazioni e itinerari culturali. Info www.dattilo.it
Sempre in Calabria a Montalto Uffugo (Cosenza) Tenuta Terre Nobili è un’azienda vinicola che si dedica alla coltivazione di antichi vitigni autoctoni. Produce vini imbottigliati con la denominazione Igt Valle del Crati, vinificati con cura in quattro diverse versioni, due rossi, un rosato e un bianco, da uve come greco, magliocco, nerello cappuccio e mascalese. Su prenotazione sono possibili degustazioni e visite del territorio per piccoli gruppi di persone. Ogni primavera per l’enoturista la cantina della vulcanica produttrice Lidia Matera propone anche piccoli percorsi d’arte in azienda, con esposizioni di opere di artisti locali, come le sculture in vetro e ceramica e i dipinti di Silvio Vigliaturo, grande artista originario di Acri (Cosenza) che collabora con Terre Nobili. Inoltre visite alla cantina e ai vigneti con degustazione. Info www.tenutaterrenobili.it





