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Veduta aerea sul Museo Casa Natale Enzo Ferrari
Museo Casa Natale Enzo Ferrari
Nel centro storico di Modena
Un dessert a L'Erba del Re di Modena
Enzo Ferrari e Gilles Villeneuve
Pranzo tra le vigne nell’Heuriger, sulle colline del Grinzing
Enoteca di Cobenzl, la cantina di proprietà della città di Vienna

 

testi di Antonella Burdi

 

Uno scorcio del centro storico di Alba (Ente Turismo Alba Bra Langhe Roero) Paesaggio vigneti delle Langhe
Tartufo Bianco di Alba (foto Ente Turismo Alba Bra Langhe Roero) Agnolotti al “plin“(al pizzico), una pasta tipica delle Langhe

 L’autunno delle Langhe ha i colori bruni delle vigne avvolte nelle nebbie del mattino e i profumi intensi del tartufo. E’ proprio lui, il Tuber Magnatum Pico, il protagonista della stagione, celebrato con eventi, degustazioni e menu a tema in un circuito di ristoranti locali. Fino al 14 novembre c’è la Fiera Internazionale del Tartufo Bianco di Alba, un buon motivo per un fine settimana molto saporito. Le Langhe sono note per gli incantevoli paesaggi, i grandi vini come Barolo e Barbaresco e la gastronomia. Il cuore del territorio è la cittadina di Alba (Cuneo), di antiche origini romane e medievali. Merita una visita il Palazzo Comunale, abbellito al suo interno da pregevoli affreschi, in particolare una Pietà di fine Trecento e un’ Adorazione dei Magi. La Cattedrale è l’altro simbolo di Alba, che svetta su piazza Risorgimento con la sua imponente torre campanaria, tra le più alte del Piemonte. Opere e monumenti di gran pregio culturale, ma – potrà sembrar strano – il divo di Alba, la star più famosa, quella che identifica la città è ancora lui, il tartufo bianco pregiato, o Tuber Magnatum Pico. Durante la Fiera acquirenti in arrivo da tutto il mondo si incontrano per le contrattazioni e lo scambio di trifole, come potrete osservare intorno alla Galleria della Maddalena. Il 14 novembre, invece, due eventi di rilievo: la XII Asta Mondiale del Tartufo Bianco d’Alba, nel bel castello di Grinzane Cavour (a pochi chilometri sulle colline); e il brindisi finale che conclude la rassegna 2010, al Palazzo Mostre e Congressi Giacomo Morra (Info Atl Alba Langhe e Roero tel 0173.362807 www.langheroero.it )

 

Paesaggio di vigneti nelle Langhe

Le Langhe sono uno dei territori più celebrati dalla letteratura. E’ qui che sono ambientate le storie di due celebri scrittori del Novecento italiano, Cesare Pavese e Beppe Fenoglio. Le Langhe di Pavese erano un’insieme organico, con la vigna, il nocciolo, il pesco, la collina, oggi invece il paesaggio è dominato dai vigneti, che a poco a poco hanno conquistato il territorio seguendo il successo dei grandi rossi della zona. Qui troviamo paesi interamente vocati alla vite e al vino. Barolo, che da il nome alla famosa denominazione piemontese, è un piccolo centro sviluppatosi attorno al Castello Falletti, oggi sede di un nuovo e moderno Museo del Vino, il WiMu. Nel 1250 il maniero apparteneva alla potente famiglia Falletti, banchieri e mercanti di Alba. La loro dominazione durò fino al 1864, anno della morte di Giulia di Barolo, nata Colbert di Maulévrier, moglie del marchese Carlo Tancredi, ultimo rappresentante della dinastia. A questi personaggi si devono le trasformazioni del Castello che oggi si presenta in vesti ottocentesche. A Barolo, naturalmente, tutto porta i segni del vino, anche il piccolo Museo dei Cavatappi (www.museodeicavatappi.it).

 

Il castello di Grinzane Cavour

Un altro Castello da non perdere è quello di Grinzane Cavour. Il paese tra il 1832 e il 1849 aveva un sindaco che negli anni successivi fece molto parlare di sé, un personaggio che tutti abbiamo conosciuto sui libri di storia: Camillo Benso conte di Cavour. Il castello di Grinzane oggi ospita l’Enoteca Regionale del Piemonte, ma custodisce anche i mobili, alcuni manoscritti e la fascia tricolore del Cavour (www.enotecheregionalipiemonte.it). A Dogliani, nelle Langhe sudoccidentali, tra le attrazioni più importanti c’è il Museo Civico Storico Archeologico Giuseppe Gabetti, nato negli anni ’70 dopo la scoperta di un nucleo di sepoltura di età romana, con ricco corredo di vetri e ceramiche del I secolo d.C. Intitolato al germanista doglianese, Giuseppe Gabetti, ha visto aumentare le sue collezioni con la collaborazione dei cittadini, che hanno donato vari reperti, tra i quali una testa in arenaria della media età del ferro.

 

Paesaggio di vigneti Barbaresco, sullo sfondo la torre del paese, recentemente ristrutturata, accessibile su appuntamento. Presto sarà un Museo del Barbaresco con laboratorio di analisi sensoriale
A una decina di chilometri arriviamo nel paese di Barbaresco, di appena 700 abitanti, un altro Comune che dà il nome a un grande vino rosso, il Barbaresco Docg. I Romani definirono l’area una barbarica sylva, segnando forse l’etimologia del toponimo. Altre ipotesi propendono sulle invasioni saracene o barbaresche del X secolo. Nella frazione Pertinace di Barbaresco sarebbe nato però Publio Elvio Pertinace, l’imperatore romano ucciso da una congiura di pretoriani dopo appena 87 giorni di regno. Tra le tappe enologiche consigliamo l’Enoteca Regionale del Barbaresco, sulla piazza del Comune. Ma a breve sarà aperta alle visite anche la torre del paese, ristrutturata di recente, dalla quale si apre una vista panoramica sulla valle del Tanaro, che separa le Langhe dal vicino territorio del Roero. Presto diventerà un Museo del Barbaresco con laboratorio di analisi sensoriale.

 

Il Museo di Cesare Pavese

Lo scrittore Cesare Pavese nacque a Santo Stefano Belbo (Cuneo) nel 1908. Oggi la casa natale è un Museo che custodisce decine di copie dei suoi racconti, tradotti in tantissime lingue e inviati per posta dai lettori, incantati dalle sue storie e dalle suggestioni letterarie della sua terra. Molti visitatori, anche stranieri, arrivano qui dopo aver letto La Luna e i Falò (1949) e si recano nei luoghi reali che hanno ispirato i suoi racconti, come la casa di Nuto (l’amico Pinolo Scaglione) sulla strada per Canelli, o la cascina della Mora, abitata fino agli anni ’70. Info www.fondazionecesarepavese.it

 

Il nuovo Museo del Vino a Barolo

Ingresso del Museo del Vino, “WiMu”, al terzo piano: la locanda con le divinità del mondo legate alla simbologia del vino (foto Ente Turismo Alba Langhe Roero)

Da settembre Barolo ha il WiMu, uno spettacolare Museo del Vino allestito nel Castello Falletti. Innovativo e suggestivo, il museo propone un percorso emozionale e interattivo tra suggestioni ed evocazioni. Si sviluppa su cinque piani e si visita dall’alto verso il basso. Al terzo piano troviamo i Tempi del Vino, al secondo al Vino nella Storia e nelle Arti, al primo la quotidianità della vita dei padroni di casa nell’Ottocento. Al primo seminterrato il visitatore può consultare guide e riviste specializzate, conoscere e degustare il Barolo sotto la guida di esperti sommelier, al secondo seminterrato c’è l’Enoteca Regionale del Barolo. Info www.wimubarolo.it  Per approfondimenti vedi anche www.thewinetraveller.it/index.php?option=com_content&view=article&id=24&Itemid=14

 

Tutto sui vini
Il nebbiolo, principale vitigno piemontese, è il vitigno dei grandi rossi Barolo e del Barbaresco

Barbaresco, Barolo, Dolcetto d’Alba, Nebbiolo d’Alba Doc, ma anche Roero e Roero Arneis (bianco). Le Langhe hanno grandi prodotti ed etichette da provare e acquistare direttamente nella rete delle Enoteche regionali (Barolo, Barbaresco, Roero, del Piemonte) oppure nelle cantine, aperte al pubblico e alle visite turistiche. Informazioni  www.langheroero.it

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