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Veduta aerea sul Museo Casa Natale Enzo Ferrari
Museo Casa Natale Enzo Ferrari
Nel centro storico di Modena
Un dessert a L'Erba del Re di Modena
Enzo Ferrari e Gilles Villeneuve
Pranzo tra le vigne nell’Heuriger, sulle colline del Grinzing
Enoteca di Cobenzl, la cantina di proprietà della città di Vienna


testi di Elena Benedetti

 

Le colline di Carpineti (foto Stefano Prandi) Una casa a torre nella campagna di Carpineti

Cosa lega l’eclettico cantautore Vinicio Capossela al poeta del 1500 Matteo Boiardo? Apparentemente poco. Ma se andiamo a vedere dove sono cresciuti ecco che li accomuna la provincia di Reggio Emilia. Una terra tutta da scoprire, fertile e generosa, tra l’alta pianura e le colline dell’appennino reggiano, con tante sorprese per buongustai e turisti del vino. Queste terre dal passato medievale vantano una Grancontessa Regina d’Italia, castelli e palazzi rinascimentali, eccellenze gastronomiche che il mondo ci invidia con formaggi, salumi, Aceto Balsamico Tradizionale. E poi percorsi di cicloturismo, campi da golf, itinerari a cavallo tra vigneti e uve rare che crescono qui da centinaia di anni. Iniziamo a esplorare il territorio partendo da Carpineti, nell’anno Mille piccolo borgo legato alle gesta di Matilde di Canossa e poi feudo di marchesi, conti e duchi. Il castello del X secolo è situato sulla vetta del monte Antognano, a 800 metri sul livello del mare. Al suo interno troviamo una chiesa romanica, ben conservata. Nei dintorni sono molti i percorsi per trekking e passeggiate in un paesaggio sospeso nel tempo. Per meritate soste di gusto c’è la Trattoria da Gianni (tel 0522.893117, viale Casette 59), con cucina tipica annaffiata da buon Lambrusco (menù 30€).


Il Castello di Canossa (foto Provincia di Reggio Emilia)

Procediamo poi verso quel che resta di un’antica rocca che fu al centro del mondo cristiano durante la lotta per le investiture tra Impero e Papato. Siamo al castello di Canossa, che ospitava Matilde, contessa, duchessa, marchesa e regina vissuta a cavallo dell’anno Mille. Una donna forte e di potere che fu tra le protagoniste più influenti del Medioevo. Proprio nel Castello di Canossa avvenne il pentimento dell'imperatore Enrico IV col pontefice Gregorio VII nell'anno 1077 (di cui Matilde fu regista), e dal quale deriva il detto andare a Canossa, oggi espressione che sta a significare pentimento e remissione. Il Castello e la sua rocca, costruita intorno all'anno 940 (www.castellodicanossa.it), si possono visitare tutto l’anno e spesso ospitano eventi e spettacoli.

 

L’azienda vitivinicola Venturini Baldini confina con il Parco di Roncolo, una verde area protetta Le Barbaterre è cantina, ristorante e agriturismo sulle dolci colline reggiane, nel cuore delle terre Matildiche

Un’altra meta interessante della tradizione Matildica è il Castello di Bianello (www.bianello.it) a Quattro Castella, località dell’appennino reggiano che prende il nome da quattro castelli che sorgono su altrettanti colli. Qui gli aspiranti medievalisti possono godersi una sosta di gusto da Cà Matilde (www.camatilde.it), ristorante-locanda dello chef Andrea Incerti Vezzani, che realizza piatti del territorio rivisitati con un tocco di estro (menù degustazione tradizionale 55€). Per il pernottamento ci sono 6 camere accoglienti, con piccola colazione (doppia da 110€). Quattro Castella è una valida destinazione anche per i turisti del vino. Due le cantine da visitare per una degustazione. La prima è Venturini Baldini (www.venturinibaldini.it), che sulla collina di Roncolo coltiva in modo biologico le varietà lambrusco marani, salamino e montericco, ma anche bonarda, pinot, chardonnay, malvasia e marzemino. La produzione comprende vini della Doc Colli di Scandiano e di Canossa, Lambrusco, Marzemino e Pinot Spumante. L’altra meta enoturistica è Le Barbaterre (www.barbaterre.com), un’azienda vitivinicola biologica che produce vini frizzanti e fermi, oltre a uno spumante metodo classico. Qui ci sono i tradizionali Lambrusco e Sauvignon della Doc Colli di Scandiano e Canossa, un Pinot Nero dell’Emilia Igt e un Bianco dell’Emilia Igt. La cantina ospita i turisti con pernottamento in tre comode camere e a pranzo e cena in un ristorante con tipica cucina emiliana.

 

Splendide le colline di Albinea a ogni stagione dell’anno (foto Giorgio Galeotti – Foto di Spalle) Una veduta dalla mongolfiera dell’azienda agrituristica La Razza

A pochi chilometri da Quattro Castella dirigiamoci poi verso Albinea e le sue dolci colline. Da non perdere una visita ai castelli di Albinea, dell’anno Mille e all’interno di un grande parco, il Castello di Borzano di fine XII secolo e quello di Montericco, datato al X secolo. A una manciata di chilometri siamo a Canali di Reggio Emilia, un piccolo paradiso rurale perfetto per i golfisti che tra una buca e un green non vogliono perdersi un momento di ristoro gastronomico con ingredienti tutti casalinghi e veramente a Km zero. L’azienda agricola La Razza (www.larazza.it) abbraccia 220 ettari nel territorio di cinque Comuni reggiani ed è un centro agrituristico e sportivo. Ci sono l’allevamento di suini, le bovine da latte, le vacche rosse di razza Reggiana, il caseificio con le forme di Parmigiano Reggiano, il laboratorio di prosciutti e salami, l’acetaia con l’Aceto Balsamico Tradizionale di Reggio Emilia e 10 ettari di vigne coltivate con uve grasparossa, cabernet sauvignon, malbo gentile e marzemino. Sono 14 le camere con ingresso indipendente (doppia 78-84€ con colazione). Gli ospiti più sportivi hanno l’imbarazzo della scelta tra il green 9 buche, il centro ippico, il tiro con l’arco, i percorsi in bicicletta, i corsi di yoga, le gite in mongolfiera. Nel ristorante il prezzo medio per una cena è di 25€, vini esclusi.

 

La vendemmia manuale nelle vigne di Casali Viticultori che ricoprono una sessantina di ettari nelle colline tra Scandiano e Albinea

Puntiamo a sud per una decina di chilometri e arriviamo a Scandiano, 25mila abitanti per un piccolo Comune reggiano su un territoro di colline e alta pianura. Qui non può mancare una visita alla Rocca dei Boiardo, edificata nel 1315 e residenza dal 1423 al 1560 dell’omonima famiglia. In questa dimora visse il poeta Matteo Maria Boiardo, autore dell’Orlando Innamorato, il poema cavalleresco che raccontava di un’epoca feudale ormai al tramonto. Degni di grande interesse sono il cortile interno e l’appartamento estense nella Rocca, visitabile su prenotazione nei giorni feriali. Nella frazione di Pratissolo di Scandiano possiamo degustare invece i vini di Casali Viticultori (www.casalivini.it), sempre aperta per visite e degustazioni. L’azienda coltiva numerosi vitigni, con forte presenza di uve autoctone come malbo gentile, grasparossa, montericco e ancellotta, e l’uva spergola, le cui origini risalgono al XV secolo. La produzione comprende il tradizionale Lambrusco, le Malvasie, i passiti, gli spumanti metodo classico, la grappa e l’Aceto Balsamico Tradizionale di Reggio Emilia.

 

ALLEGRO, FRIZZANTE, VIVACE

Citata fin dal II secolo a.C. (Catone, De Agri cultura) la vitis labrusca poi ribattezzata lambrusca nel XVI secolo identifica un gruppo di vitigni della stessa origine e caratteristiche simili, oggi impiegate nella produzione del Lambrusco Reggiano Doc. Un vino tipicamente frizzante, cioè con una sovrapressione di anidride carbonica compresa tra 1 e 2,5 bar. Dal punto di vista organolettico un vino allegro e vivace, di un rosato o di un rosso più o meno intenso, con profumi dal fruttato al floreale e un sapore fresco.


Uve della varietà lambrusco salamino

Le uve coltivate in provincia di Reggio Emilia  provengono dalle varietà ancellotta, malbo gentile, lambrusco marani, lambrusco di Sorbara, salamino, maestri, grasparossa, lambrusco oliva, viadanese, a foglia frastagliata e fogarina. La Doc Lambrusco Reggiano comprende il Reggiano Lambrusco (anche frizzante e spumante), il Lambrusco Salamino (anche frizzante), il Lambrusco Rosso (anche frizzante), il Bianco spumante e il Lambrusco Novello (anche frizzante). Il Lambrusco è ad esempio il vino principe di Albinea Canali (www.albineacanali.it), cantina fondata nel 1936 sui colli reggiani da Lorenzo Motti e Riziero Camellini. Ampia la produzione di Lambrusco Grasparossa e Reggiano anche per Cantina Arceto (www.cantinadiarceto.it), una cantina cooperativa fondata negli anni ’30 nei sotterranei del Castello di Arceto, meta da non mancare lungo la Strada dei vini e dei sapori Colline di Scandiano e Canossa.

 

DORMIRE

Non lontano da Pratissolo, a Viano, c’è l’azienda agricola e agrituristica Cavazzone, (www.cavazzone.it), una bella dimora di campagna costruita nell’800 dal Barone Raimondo

Un tempo dimora di campagna di nobili e ritrovo di intellettuali e musicisti, tra i quali Giacomo Puccini e Pietro Mascagni, oggi Cavazzona è una meta interessante per gli appassionati della buona cucina emiliana Un antico fienile dell’azienda agricola Cavazzona è stato trasformato in acetaia. Qui l’aceto balsamico riposa in più di 300 barili di legni pregiati

Franchetti che insieme alla moglie Sara Luisa de Rotschild la trasformò in una corte alla moda frequentata dai musicisti del tempo, tra cui Puccini, Mascagni e Ricordi. Passata di proprietà alla famiglia Terrachini nel 1920, oggi l’azienda è diventata un’acetaia, con ristorante e locanda di charme con 2 suite e un appartamento (da 70€ a 110€ a notte, con colazione). Nel ristorante il menù è tradizionale e casalingo, con salumi, pasta fatta a mano, ingredienti locali e di stagione e una cantina con 70 etichette (menù degustazione 32€ senza vini).

La facciata storica dell’Hotel Posta nel centro storico di Reggio Emilia

 

Dopo tutto questo girovagare tra le campagne reggiane, c’è il tradizionale Hotel Posta (www.hotelposta.re.it) nel centro storico di Reggio Emilia. Ospitato all’interno dell’antico Palazzo del Capitano del Popolo, a pochi passi dal Duomo, questo 4stelle è l’ideale per una sosta romantica in una delle 38 camere e suite (doppia con colazione da 128€).

 

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