testi di Fulvio Fulvi
Un’isola antica e misteriosa tra l’Europa e l’Africa. La Sardegna è piena di suggestioni inaspettate. A cominciare dal capoluogo, il cui nome deriva dal fenicio Karallis, città-fortezza. Cinta di bastioni e divisa in quattro contrade, Cagliari domina, dall’alto di un colle di pietra calcarea, un ampio golfo dal mare blu, meta di vacanzieri che tutte le estati vengono qui da ogni parte del mondo. Da punta Sant’Efisio, dove si erge una chiesetta del XII secolo, alla cala di Santa Caterina le spiagge più rinomate: Pula, Porto sa Ruxi, Villasimius e Punta is molentis, nel parco geomarino di Capocarbonara, dove si alternano arenili a grani grossi e scogli su un mare di bassi fondali. Piccoli paradisi protetti da boschi di ginepri e dune di morbida sabbia. Cagliari è la regina della baia.
Ma per gustare le specialità gastronomiche sarde bisogna andare in uno dei tanti ristoranti del centro. A Cagliari è difficile mangiare male. Provate a ordinare la grigliata del golfo o la frittura di pesce alla Trattoria del Porto, in via Roma, all’interno del molo della dogana, avrete la sensazione di trovarvi in una casa di pescatori cagliaritani: stessa accoglienza, prodotti sempre freschi, cucina della tradizione con un pizzico di creatività. I cibi vengono conditi con ottimo olio extravergine del Campidano, dal netto sentore di carciofi (conto 33€ www.trattoriadelporto.com).
Un altro buon approdo è Dal corsaro dove la famiglia Deidda vi accompagnerà in un tour gastronomico tutto incentrato sulla tradizione isolana, rivisitata con fantasia: paté di pesce spada affumicato, maltagliati con guanciale e briciole di pane alla cipolla, aragosta alla catalana, terrina di maialino croccante (conto 60€ www.dalcorsaro.com).
Visite in cantina con degustazione
Tornando sulla costa, in località Quartucciu, a ridosso di Cagliari, la cantina Mulleri coltiva vitigni vermentino e carignano del Sulcis, vinifica in purezza e produce olio extravergine; si distingue per la classe tutta sarda con la quale “confeziona” i suoi prodotti: i nomi dei suoi vini si ispirano ai romanzi di Grazia Deledda, le casse del magnum Carignano sono state dipinte dal pittore Franco Nonnis, le custodie di bottiglie sono in tessuto di Suni e in legno di Orani, i sugheri dei tappi vengono da Berchidda (www.mulleri.it).
Pane e salame alla cagliaritana
Dall’entroterra di Cagliari, la provincia del Medio Campidano si spinge fino alla costa ovest dell’isola dove spicca la bella spiaggia di Arbus. Capoluogo, con Sanluri, è Villacidro. Il suo territorio, dal punto di vista gastronomico, presenta specificità uniche, soprattutto per quanto riguarda il pane, che vanta un’antica tradizione. Si privilegia la semola di grano duro, a lievitazione naturale con “su frumentu” e la cottura in forni a legna. Esiste una vera e propria scuola nella decorazione del pane. Tra le varietà, la più nota è il civraxiu, un pane voluminoso, con crosta bruna rugosa e mollica morbida e fragrante, tipico di Sanluri. Diffuso è anche il coccoi, pane di semola, croccante, decorato con figure di fantasia. A Gonnosfanadiga si producono pani cun obia (pane con le olive), cun gerda (con i ciccioli di maiale), cun arrescottu (con ricotta), coccoi ‘e Pasca (il pane pasquale con l’uovo sodo), pani cun tamatiga (pane con pomodoro). Un buon punto vendita è il Forno dei fratelli Fois, in via Puccini 8, a Serrenti. Tra i prodotti del Campidonese, il melone in asciutto di Marmilla, il miele e l’olio extravergine d’oliva. Altra ghiottoneria sono i salumi, tra i quali il sanguinaccio, salame dolce ottenuto dal sangue di maiale arricchito con aromi, noci e uvette; e poi i prosciutti, le salsicce di pecora, la mustela, il guanciale, la testa in cassetta. Al Salumificio Monte Linas (www.salumificiomontelinas.it) di Villacidro, si possono trovare insaccati realizzati con le antiche tecniche contadine e materie prime di qualità.
Tra aragostine e tonni di corsa
Nome scientifico: palinurus elephas. È l’aragostina rossa, il crostaceo più prelibato di tutto il Mediterraneo. Si pesca tra le frastagliate isole di Sant’Antioco e San Pietro, di fronte alla costa sud-ovest della Sardegna, in particolare negli anfratti sotto gli scogli di Tacche Bianche, a circa 25 metri nei fondali intorno a Punt’e Trettu. È detta aragostina perché di razza nana: è illegale metterla nelle reti se la sua lunghezza è inferiore ai 9 centimetri. A tavola, però, fa impazzire i buongustai per il sapore unico e la delicatezza delle carni. Soprattutto se cucinata alla catalana, cioè appena bollita e condita con olio extravergine, pomodori e cipolla a crudo. Ma le due isole sono anche il regno dei tonni rossi che si catturano da maggio all’inizio di giugno. A Carloforte, il capoluogo di San Pietro, c’è un ristorante che esalta al massimo questa materia prima, si chiama Al Tonno di Corsa (conto50€ www.tonnodicorsa.it). Nel menù tradizionale, piatti semplici a base di tonno, come la cappunnadda (dove è mescolato in insalata a pomodori e gallette) o i cassulli (gnocchetti carlofortini) con un gustoso ragù ricavato dal medesimo pesce. Da assaggiare anche il belu, stufato di stomaco di tonno.
Dormire
La costa meridionale della Sardegna è piena di villaggi turistici e di soluzioni ricettive basate su mini-appartamenti. Anche per quanto riguarda gli hotel, da Pula a Villasimius, l’offerta è variegata. Nel periodo estivo si può alloggiare in uno dei villini o bungalows del Tanka Village (doppie a partire da 100€ www.atahotels.it/tanka) in località Elmas di Cagliari, vicino alla spiaggia di Villasimius, grande resort per famiglie con ristoranti, piscine, maneggio, diving center, golf club, Spa con talassoterapia, anfiteatro per animazione e spettacoli. Tanti i servizi per i bambini, tra cui un ristorante dedicato e una biberoneria. Soluzione classica da hotel, invece all’Is Morus Relais di Santa Margherita di Pula (doppie da 109 € www.ismorus.it) immerso in un parco di allori, mirti, ginepri, eucalipti. Camere di lusso con vista mare, due ristoranti (la Terrrazza e il Grill), spiaggia privata, mini club e centro benessere.





