foto e testi di Massimiliano Rella
Scavati a ridosso della gravina, una profonda gola sotto la città antica, i Sassi sono la memoria di Matera. Lo sperone roccioso della Civita, dove ammirare la Cattedrale e alcuni palazzi nobiliari, separa il Sasso barisano dal Sasso caveoso, il più antico dei due. Quest’ultimo, disposto come un anfiteatro romano, è costituito da decine di case-grotta che scendono a gradoni. Antiche forme di civilizzazione, da quelle preistoriche fino alle espansioni barocche, hanno plasmato questa cittadina magica, un luogo avvolto dal silenzio, con abitazioni strette l’una all’altra, un saliscendi di vicoli, piazzette e slarghi inaspettati. La posizione infossata dei Sassi, nascosta e protetta, garantì per secoli la sicurezza dagli assedi, ma procurò difficoltà per l’approvvigionamento dell’acqua. Il problema fu risolto con un’ingegnosa opera di cisterne e canalizzazioni idriche. Furono creati anche giardini pensili, spazi comuni, forni collettivi per la cottura del pane. Oggi che i forni “sociali” non si accendono più, il buonissimo Pane di Matera si fa in laboratori e panifici privati, prodotto artigianalmente secondo le regole di un marchio europeo (Igp, indicazione geografica protetta) che specifica ingredienti e processo di lavorazione. Noi abbiamo provato quello del Panificio Cifarelli (www.panificiocifarelli.it), del Panificio De Palo (www.panificiodepalo.it) e dell’Antico Forno a Legna di Perrone Lucia (www.paneepace.it), ma si può andare a colpo sicuro in tanti altri negozi e laboratori.
Una città dimenticata per quarant’anni
Nel 1954 una legge speciale di Alcide De Gasperi avviò lo sfollamento dei Sassi: furono trasferite 15mila persone a causa delle pessime condizioni di vita. Gente che conviveva con gli animali nelle grotte, un tasso di mortalità infantile da spavento, condizioni di estrema miseria. Un caso di “vergogna nazionale”. Lo scrittore e pittore Carlo Levi (l’autore di Cristo si è fermato a Eboli, romanzo di denuncia sociale), si espresse riguardo ai Sassi con un’analogia carica di orrore: “hanno la forma – scrisse - con cui a scuola immaginavo l’inferno di Dante”.
All’esterno dei Sassi nacquero allora quartieri sul modello scandinavo, con grandi strade e spazi verdi, progettati dai più importanti urbanisti del tempo, Luigi Piccinato, Ludovico Quaroni, Carlo Aymonino. Per la rinascita dei Sassi, nel frattempo rimossi dalla memoria collettiva, bisognerà aspettare quasi quarant’anni. La prima scintilla fu accesa da una legge del 1986 sul recupero urbano. E sette anni dopo arrivò il riconoscimento Unesco a Patrimonio dell’Umanità. Quello scenario desolato aveva comunque trovato fortuna come set cinematografico. Dopo Alberto Lattuada (La Lupa, 1953), nel ‘64 arrivò Pier Paolo Pasolini con Il Vangelo secondo Matteo e nel ‘67 Francesco Rosi con C’era una volta. Dopo la “riabilitazione” di Matera, nel 2004 compare sulla scena anche Mel Gibson per girare La Passione di Cristo. “L’architettura della città, le rocce, il paesaggio – dichiarò Gibson alla stampa – creano uno sfondo eccezionale. La prima volta che ho visto Matera ho perso la testa. Era semplicemente perfetta”.
Oggi al Sasso barisano (l’insediamento meno antico), oltre la metà delle case sono abitate, mentre ristoranti, negozi e alberghi ravvivano l’atmosfera per i turisti che arrivano numerosi. Sono accolti in camere-grotte come quelle del Sassi Hotel, un albergo di 35 stanze su sei livelli e una vista mozzafiato sulla storia (doppie da 90€ www.hotelsassi.it). Il nuovo Sant’Angelo Luxury Resort è invece un albergo eco-chic in un tipico ambiente ipogeo, arredato con oggetti di artigianato locale. Le sue 23 stanze, tutte diverse, reinterpretano con lusso gli ambienti delle case-grotta (doppie da 174€ www.hotelsantangelosassi.it). Per mangiare una sosta consigliata è Lucanerie, un ristorante di cucina tipica materana e lucana. Noi abbiamo provato “pancotto e rape” e un piatto di “cavatelli con peperoni cruschi, cacio ricotta e mollica fritta di pane di Matera”. Leggeri, naturali e delicati (menu completo 35/40€, tel 0835.332133). E per gli amanti del golf c’è anche un posto incredibile: un ristorante in grotta con un campo da golf al “piano” inferiore, la Diciannovesima Buca. Prima dell’aperitivo o dopo il dessert qui si fanno sfide sul green (conto 30/35€ www.diciannovesimabuca.com).
Il Pane di Matera Igp
Ma il re della gastronomia locale, così ricca di ricette “povere” a base di ortaggi, legumi e funghi cardoncelli, è ancora lui: il Pane di Matera Igp. In passato veniva cotto in forni collettivi e ogni famiglia lo preparava con un lievito di “proprietà”, rendendolo differente di casa in casa. Ha una crosta croccante e scura, una mollica soffice e piena. Ed è fatto in due varianti: a “cornetto”, con più crosta, e “alto tagliato”, con più mollica. In entrambe però la parte superiore presenta tre tagli, fatti al coltello prima della cottura in forno a legna per evitare la formazione di bolle d’aria. L’impasto riposa per 40 minuti in una vasca e altri 40 minuti sopra lunghe tavole. E’ in questo lasso di tempo che i microrganismi cominciano a scindere i legami chimici, rendendo più morbido e digeribile il pane.
Matera Wine Festival
Sabato 18 e domenica 19 dicembre, presso gli Ipogei di Piazza San Francesco, la Chiesa del Purgatorio e Palazzo Bernardini, si svolgerà il Matera Wine Festival, manifestazione dedicata alla produzione vinicola materana e lucana. In programma laboratori d’assaggio, degustazioni guidate, workshop di cucina, percorsi sensoriali, master class dedicate all’enologia, spettacoli e attività di intrattenimento. Aglianico del Vulture Doc, Terre dell’Alta Val D’Agri Doc, Grottino di Roccanova Doc e Matera Doc saranno al centro del Percorso dei Cento Vini, nelle grandi sale settecentesche di Palazzo Bernardini in una degustazione alla scoperta dei prodotti lucani. Info www.materawinefestival.it





