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Veduta aerea sul Museo Casa Natale Enzo Ferrari
Museo Casa Natale Enzo Ferrari
Nel centro storico di Modena
Un dessert a L'Erba del Re di Modena
Enzo Ferrari e Gilles Villeneuve
Pranzo tra le vigne nell’Heuriger, sulle colline del Grinzing
Enoteca di Cobenzl, la cantina di proprietà della città di Vienna

 

testi di Luciana Squadrilli

 

 

Vini Italiani è la prima e unica enoteca a Kensington (Londra), aperta nel novembre 2011, interamente dedicata ai vini italiani. Propone un’assortita selezione di etichette di qualità e una vasta gamma di servizi. Le etichette in vendita sono più di 500 di tutte le regioni italiane Il capo sommelier Yohann Jousselin nella cantina del Ristorante The Vineyard, di Londra

Dopo la crisi provocata dal divieto di fumo, i pub – luoghi consacrati al consumo di Ales, Porter e Stout, da sempre un'istituzione del Regno Unito – adesso se la devono vedere anche con la concorrenza del vino. Sempre più, nel rito del dopo-lavoro del venerdì sera, da Mayfair alla City i calici sostituiscono le pinte. Già da qualche anno i consumi britannici di birra, storicamente alle stelle, erano stati superati da quelli di vino, complici la maggiore disponibilità di tipologie, fasce di prezzo e provenienza e la accresciuta curiosità del pubblico. Grazie anche all'effetto di serie TV e film - vedi Bridget Jones e il suo amore per lo Chardonnay - sorseggiare un bicchiere di vino fa status symbol. Ma non si tratta di una moda passeggera, nè i bevitori inglesi si accontentano di prodotti “facili” e omologati. Dopo aver conquistato sempre più adepti in Francia e in Italia, anche Londra dichiara il suo amore per i vini naturali, definizione a maglia larga che abbraccia dai prodotti biologici e biodinamici “estremisti” a quelli più soft, ma con una comune filosofia di minimo intervento in cantina e di rispetto della terra e delle caratteristiche dei diversi vitigni.

 

Il “Salotto” dell’enoteca Vini Italiani a Kensington (Londra) è un grande soggiorno adatto a ospitare conversazioni sul vino degustando qualche buon calice

Negli ultimi anni in città sono nati una serie di locali intimisti e wine-oriented d'impronta francese-mediterranea, decisamente più ispirati ai wine bar di Roma e Milano e ai bistrotcaviste parigini, che non ai pub o ai super moderni cocktail bar alla moda. Ecco una mappa dei migliori indirizzi londinesi per bere un buon calice, che si tratti di un possente Montepulciano d'Abruzzo o un sapido e minerale Muscadet della Loira. Accompagnandolo – invece delle classiche patatine - con cibo semplice ma di qualità come terrine, formaggi o salumi, secondo la tradizione franco-italiana.

A Gresham Street, nel cuore della City, il Bar Battu (conto 20 sterline vini esclusi www.barbattu.com) è un grazioso bistrot di chiara impronta francese nell'ambiente, ma cosmopolita sia nel menu (boudin noir con purea di patate e mele al Calvados, risotto zucca e salvia, pollo allevato a terra marinato e cotto alla griglia con brodo di ceci e prosciutto iberico) che nella carta dei vini di recente allargata anche a più accessibili etichette del Nuovo Mondo. Pur mantenendo un focus su piccole cantine “naturali” di Italia e Francia oltre a sidro francese biodinamico, birre, Sherry e Champagne.

 

L’interno accogliente e piacevole del Terroirs Wine Bar & Restaurant di Londra. La filosofia del locale è semplice: ottimo cibo e vino qualità con un occhio attento e curioso sulla provenienza (Courtesy of Terroirs)

Altri tre locali di grande successo che condividono lo stile da cave à manger francese – e la stessa proprietà – sono il Terroir, il Brawn e il Soif al civico 27 di Battersea Rise. Stessa filosofia basata su tanto sapore e pochi fronzoli, dicevamo, ma ognuno con un preciso carattere: il Terroir è un informale wine-bar/ristorante su due piani nel West End, che serve cibo e vini di qualità con un'attenzione particolare alla provenienza, non solo geografica. Dunque prodotti coltivati o allevati “eticamente”, senza additivi, che mantengano i sapori dei luoghi dove nascono, i terroirs appunto, tanto per i vini – in gran parte hand made, suddivisi in carta in base alla provenienza geografica e con l'indicazione dello stile, dei vitigni e dell'impronta climatica - che per il cibo, a cominciare dalla charcuterie che comprende il salame di Felino di Gualerzi, la finocchiona di Carlo Pieri, speck trentino e il Noir de Bigorre dei Pirenei. E poi formaggi (affinati da Androuet www.androuet.co.uk, sede londinese del celebre maître fromager francese), acciughe del Cantabrico, crostini toscani, zuppe, plats du jour come la pancetta cotta a bassa temperatura con fagioli Tarbais e altro ancora, preparato dallo chef Ed Wilson. Ci sono menu leggermente diversi e uno spazio riservato a chi vuole solo bere e stuzzicare qualcosa in stile tapas (25 sterline vini esclusi www.terroirswinebar.com). Il maiale è protagonista indiscusso del menu di Brawn, che dichiara orgogliosamente di proporre “cibo onesto e semplice con un occhio alla tradizione” usando prodotti per lo più locali e “rossi torbidi e bianchi velati” di piccoli produttori che lavorano in modo biologico o biodinamico (25 sterline vini esclusi www.brawn.co). Un po' più ampio e luminoso, con la cucina a vista e i divanetti in pelle, l'ultimo nato Soif a Battersea: anche qui, antipasti a base di salumi, succulenti piatti di carne (ma anche pesce), un menu “senza vincoli” a pranzo e uno più tradizionale a cena, e una lista dei vini decisamente non standard (tel +44(0)20.72231112, aperto dalle 12 alle 22.30, prezzo medio 30 sterline vini esclusi).

 

L’interno del 28° - 50°  Wine workshop & Kitchen a Londra
Atmosfere e cucina decisamente più nordiche da Texture il ristorante stellato aperto nei pressi di Oxford Street dallo chef Agnar Sverrisson e da Xavier Rousset, il più giovane del mondo a essersi diplomato sommelier nel 2002, a 23 anni: prodotti inglesi e ricette scandinave come il baccalà con risotto d'orzo, pompelmo e succo di frutti di mare, ma soprattutto una delle migliori carte di Champagne di tutta Londra, con ben 110 etichette di cui 5 proposte a rotazione anche al bicchiere per l'aperitivo (conto 55 sterline vini esclusi, menu degustazione 72-79 sterline www.texture-restaurant.co.uk).

Casse e bottiglie di vino all’interno del 28° - 50°  Wine workshop & Kitchen di Londra

E se volete approfittare della competenza di Rousset e della sua cantina ma con un budget inferiore nella City c'e' il fratello minore 28°-50° Wine Workshop & Kitchen - presto ci sarà anche una seconda sede a Marylebone – dove lo chef Paul Walsh propone una cucina più semplice a base di prodotti di stagione con un tocco francese. La carta dei vini propone – con una interessante selezione a rotazione – 15 rossi e 15 bianchi sia in bottiglia sia al bicchiere, a prezzi più che onesti, e un “viticoltore del mese”. E poi c'è la Collector List, cioè la possibilità di bere a prezzi accessibili bottiglie preziose di annate ormai introvabili, provenienti dalle cantine private di alcuni clienti che decidono di affidarle a Rousset per metterle in vendita. Insomma, in questo caso il vino è decisamente il protagonista principale, a cominciare dal nome: 28°e 50° sono le due latitudini – tra l'emisfero Nord e quello Sud – tra cui sono comprese tutte le vigne del mondo (30 sterline vini esclusi www.2850.co.uk).

 

Il vini italiano incontra Londra
La bella sala ristorante dell’Amaranto Restaurant, lounge and bar all’interno del Four Seasons Hotel London at Park Lane di Londra. il colore rosso amaranto caratterizza tutto l’arredamento (foto di Anthony Parkinson)
Anche se la maggior parte dei luoghi del vino a Londra ha una chiara impronta francese, anche i vini di casa nostra stanno conquistando i loro spazi, come dimostra la costante crescita delle importazioni in UK. Per cenare segnaliamo l'Amaranto, il raffinato ristorante dell'hotel Four Season, con la cucina “anglo-italiana” dello chef Davide Degiovanni e dell'executive chef Adriano Cavagnini e una carta dei vini che parla soprattutto italiano, con 250 etichette proposte anche al bicchiere (conto 45 sterline vini esclusi www.fourseasons.com/london/dining/amaranto_restaurant).

Per gli acquisti il posto da non perdere è Vini Italiani (www.vini-italiani.co.uk) fornitissimo negozio di vini made in Italy a Kensington. Un vero e proprio luogo di cultura eno-gastronomica italiana, dove si organizzano degustazioni e incontri con i produttori. E’ stato voluto da alcuni soci appassionati di vino, tra questi Matteo Berlucchi, ed è gestito dal competente sommelier Simone Semprini con la collaborazione di Luciana Girotto, sommelier itinerante e wine consultant a cui si deve l'assortimento di oltre 600 etichette tra vini, birre, grappe e amari.

 

Cioccolato haute couture, ma tutto italiano

Cioccolatini della Cioccolateria Baruzzo di Londra e la fondatrice dell’attività Raffaella Baruzzo Una confezione di Cioccolato Baruzzo aperta a mostrare i tesori di golosità che racchiude: difficile restare indifferenti!

Se il vino francese deve temere la concorrenza italiana anche a Londra, lo stesso vale per il cioccolato. Oltre ai diversi maitre chocolatier inglesi come Chantal Coady, fondatrice di Rococo (www.rococochocolates.com), da qualche anno c'è anche la friulana Raffaella Baruzzo (www.baruzzo.co.uk) a proporre i suoi raffinati cioccolatini, buonissimi e bellissimi. Da piccola sognava di fare l'astronauta o la stilista, poi dopo gli studi universitari filosofici e quelli come designer di gioielli, Raffaella ha lavorato sia nel catering che nel settore del lusso. Infine, ha fuso tutte le sue passioni decidendo di diventare una cioccolatiera e unendo la grande conoscenza della materia prima – ha trascorso un anno in Sud America a visitare piantagioni e aziende - al know how gastronomico italiano e al suo personale gusto per il bello. Le sue creazioni – che escono con collezioni stagionali proprio come quelle d'alta moda – sono belle come gioielli e curate come pezzi unici, come per esempio l'Orange Blossom della collezione primaverile, pralina al Neroli con ganache croccante a base di nocciole, scorze d'arancio candite e qualche goccia di acqua d'arancio. Oltre a realizzare praline, tartufi e creme spalmabili dalle confezioni raffinate, Raffaella organizza anche corsi, degustazioni e incontri di team building, tutti al cioccolato!


Un fine settimana con i vini "naturali"

L’iPad per la lista dei vini del Ristorante Rib Room di Londra
Due sono gli appuntamenti londinesi a maggio per gli amanti dei vini naturali, nati dalla scissione tra gli organizzatori della Natural Wine Fair tenutasi nel 2011: il primo è quello con la RAW Natural Wine Fair (www.rawfair.com) che si terrà domenica 20 (lunedì 21 solo per addetti ai lavori) a Brick Lane, con la presenza di 150 produttori indipendenti e “bio”, sostenuta anche da VinNatur (www.vinnatur.org), associazione di produttori naturali. Sempre domenica 20 maggio si tiene The Real Wine Fair (http://therealwinefair.com) organizzata da un gruppo di importatori e distributori guidati da Les Caves de Pyrene (www.lescaves.co.uk), tra i promotori della Natural Wine Fair 2011. In questo caso saranno un centinaio le cantine presenti, accanto a produttori gastronomici, chef e birre (come quelle della Camden Town Brewery www.camdentownbrewery.com). A voi la scelta della manifestazione che preferite, in ogni caso può essere un'idea – per restare in tema – soggiornare a Clerkenwell presso il London Mal, albergo londinese della catena Malmaison, che propone anche la formula Wine&Dine: pernottamento, cena e una bottiglia di vino per due persone al costo di 149 sterline Iva esclusa (www.malmaison.com).

Un secondo piatto al The Vineyard: Lombo di agnello arrosto, spalla di agnello e confit di carciofi Una sala dell’Amaranto Restaurant, lounge and bar all’interno del Four Seasons Hotel London at Park Lane di Londra: sullo sfondo un’assortita collezione di bottiglie di vini di qualità tutti da degustare (foto di Anthony Parkinson) Il bancone bar del ristorante Rib Room di Londra

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