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Veduta aerea sul Museo Casa Natale Enzo Ferrari
Museo Casa Natale Enzo Ferrari
Nel centro storico di Modena
Un dessert a L'Erba del Re di Modena
Enzo Ferrari e Gilles Villeneuve
Pranzo tra le vigne nell’Heuriger, sulle colline del Grinzing
Enoteca di Cobenzl, la cantina di proprietà della città di Vienna

 

testi di Massimiliano Rella, Paola Giagulli, Antonella Burdi

 

L’Arena di Verona (Archivio Provincia di Verona, foto di Thilo Weimar) Il balcone della Casa di Giulietta a Verona (Archivio Provincia di Verona, foto di Thilo Weimar)

Come ogni anno si attendono migliaia di visitatori, centinaia di buyer, produttori di vino, giornalisti, sommelier, appassionati e semplici curiosi. Come ogni anno sarà difficile uscire indenni dalle code e dal traffico del dopo fiera. E così dopo una giornata di visite, incontri, degustazioni e anche duro lavoro cosa c’è di meglio di una cena da gustare con lentezza e un buon calice di vino veronese? Ce n’è per tutti i gusti e tutti i piatti: Soave, Amarone, Valpolicella, Bardolino, ma anche Recioto di Soave e della Valpolicella. Ecco qualche indirizzo per mangiar bene nella città del Vinitaly e in provincia, fino alle sponde del lago di Garda. Tra ristoranti importanti, cucina d’autore, ma anche semplici osterie e trattorie, i nostri suggerimenti per una vera fiera dei sapori.

 

A cena in città

La cantina di Antica Bottega del Vino, gastronomia e ristorante, a Verona: sono quasi 3mila le etichette di provenienza mondiale. Tra le curiosità troviamo un Acinatico di Bertani del 1928, ancora in condizioni ottimali, ed etichette di Chateau Mouton Rothschild firmate dai famosi pittori spagnoli Picasso e Mirò Gli chef del ristorante Il Desco: Elia e Matteo Rizzo. Elia ha coltivato la sua passione creativa per la buona cucina nell’osteria dei genitori e nel 1982 ha aperto il ristorante, oggi due stelle Michelin. Figlio d’arte anche Matteo, classe 1984, che rappresenta la nuova generazione nell’attività di famiglia

Un tempo ritrovo di artisti e letterati, come il poeta dialettale Berto Barbarani e lo scultore futurista Umberto Boccioni, l’Antica Bottega del Vinoè una storica osteria veronese con un’enoteca importante: oltre 3mila etichette di vino, tra nazionali e internazionali. Tra le curiosità ci sono un Acinatico di Bertani del 1928 ed etichette di Château Mouton Rothschild firmate dai famosi pittori spagnoli Picasso e Mirò. La cucina, semplice e genuina, gestita dallo chef Daniele Bernardotto offre piatti come le tagliatelle del giorno, la pastisada de Caval, il risotto all’Amarone, la guancia di manzo brasata all’Amarone su purea di patate (conto medio 45€ www.anticabottegadelvino.net). Ma se cercate una cucina più elaborata e di livello alto potete prenotare un tavolo a Il Desco, uno dei migliori ristoranti della città. Tra i piatti tante belle e buone tentazioni, sia di mare (millefoglie all’astice e baccalà) che di terra (gnocchi di patate con lumache, aglio e santoreggia). Lo chef è Elia Rizzo, aiutato dal figlio Matteo. Elia ha coltivato la sua passione creativa per la buona cucina nell’osteria dei genitori e nel 1982 ha aperto il ristorante. Figlio d’arte anche Matteo, classe 1984, che rappresenta la nuova generazione nell’attività di famiglia. Menu degustazione da 60, 95 o 130€ www.ildesco.com

Una golosa proposta del ristorante Il Desco di Verona: Capesante brasate con lenticchie, crema di zucca e pancetta croccante All’interno della sala ristorante di Oste Scuro troviamo un arredamento rustico, con pareti in mattoncini e controsoffitti in legno (foto di Mauro Fiorese)

Un altro locale è l’Oste Scuro, in vicolo San Silvestro, un bel ristorante di pesce dall’arredamento rustico, con pareti in mattoncini e controsoffitti in legno. Tra le proposte del giovane chef Simone Lugoboni crudità di pesce, diverse varietà di ostriche, risotti ai frutti di mare, spaghetti ai ricci, branzino al vapore con pomodorini e salsa al balsamico (conto 75€ www.ristoranteostescuro.tv). C’è un posto, però, dove la cucina di mare incontra i sapori della terra: è La Fontanina, un’osteria con 200 anni di storia vicina al Teatro Romano, che propone due menu degustazione a tema. Sono le Suggestioni di Pesce e le Suggestioni di Carne. Nel primo  troviamo piatti come il cappuccino di seppie nere alla veneziana su crema di piselli e spuma di patate; nel secondo la nuvola croccante, con uovo cotto a bassa temperatura e formaggio Monte Veronese su crema di cipolle. La carta dei vini è ricca di etichette e varie proposte al calice (conto medio 70€ www.ristorantelafontanina.com).

 

Al ristorante Al Pompiere, di Marco Dandrea, si degustano piatti locali come la Pastissada de caval, la Pasta e fagioli e la Guancia di manzo brasata all'Amarone (foto di Mauro Fiorese) Piazza delle Erbe, Case Mazzanti e Torre dei Lamberti a Verona (Archivio Provincia di Verona, foto di Thilo Weimar)

Chi ha voglia di sushi e sashimi può prenotare al ristorante Al Cristo. Ma non aspettatevi i giapponesi né un menu nipponico, perché troverete tante cose diverse tutte insieme. Il locale è gestito dalla giovane chef Chiara Famiglietti, insieme ai familiari, che prima di tornare a Verona gestivano un ristorante in Vietnam. Tra le specialità della casa qualche esotismo, tapas spagnole a pranzo nell’attiguo Pinxtos Bistrot, e una cucina dalle contaminazioni fusion che sforna ricciole con sale nero delle Haway, tataki di tonno rosso siciliano e salsa al tamarindo, ma anche filetti di maialino con verdure e senape all’arancia (conto medio 60€ www.ristorantealcristo.it). A due passi dalla casa di Giulietta, tappa di romantici e innamorati da tutto il mondo, potete provare la trattoria Al Pompiere, fondata intorno agli anni ’50 da un ex vigile del fuoco. In un ambiente caldo e accogliente, con varie foto alle pareti, lo chef Marco Dandrea propone classici veronesi e veneti, come pasta e faglioli, bigoli con le sarde, stinco di maiale al forno, baccalà alla vicentina, pastisada de caval con la polenta. Da non perdere un assaggio di salumi (ben 35 tipi in carta) e di formaggi (un centinaio di tipologie). La cantina offre una bella selezione di vini veronesi. Conto medio 50€. Info www.alpompiere.tv

 

A cena in provincia

La sala di Taverna Kus, a San Zeno di Montagna (Verona). Accanto al ristorante è stata scoperta un’antica giasàra, un deposito interrato nel quale, fino a poco più di mezzo secolo fa, si conservavano neve e ghiaccio per l’estate, oggi utilizzato per conservare le bottiglie di vino a temperatura costante e in condizioni ottimali di umidità. Quella del ristorante Taverna Kus è l’ultima giasàra esistente sul Monte Baldo e si può visitare. Lo chef Giancarlo Perbellini con la moglie Paola Secchi. Ristorante Perbellini, a Isola Rizza (foto di Mattia Cinacchi)

Anche in provincia di Verona troviamo proposte e menu interessanti. Cominciamo con Valeggio sul Mincio, dove da sempre sono protagonisti i tortellini, una specialità che non ha nulla da invidiare alle terre dell’Emilia. Noi li abbiamo provati Alla Borsa, che li propone con burro e salvia, al ragù, alla zucca, alla carne e in altri modi. Tra i secondi buone proposte di carne, dalla faraona in casseruola con polenta morbida al cosciottino di maiale alle noci. Vari menu degustazione, da 25 a 42€ (www.ristoranteborsa.it). In località San Zeno di Montagna, non distante dal lago di Garda, troviamo Taverna Kus. Merita una visita l’antica giasàra, un deposito interrato nel quale fino agli anni ‘50  si conservavano neve e ghiaccio per l’estate, ma oggi utilizzato per conservare le bottiglie di vino a temperatura costante e in condizioni ottimali di umidità. Quella di Taverna Kus è l’ultima giasàra nella zona del Monte Baldo e si può visitare. Magari dopo aver provato un primo di tortelloni ripieni di oca e patate, con pomodorini ed erba cipollina; e un secondo di baccalà alla veneta con polenta. I celiaci vanno sul sicuro, tante proposte infatti sono senza glutine (conto 40€, menu degustazione 34€ www.ristoranteveronatavernakus.it).

La cantina del ristorante Perbellini di Isola Rizza (Verona). La carta dei vini include 1700 etichette, con un 60 per cento di vini internazionali. Una particolarità è l’accurata ricerca e la grande selezione di piccoli produttori di Veneto, Champagne, Borgogna e Germania Animelle d’agnello e porcini dorati con dadolata di foie gras, pere e olio di verbena: una ricetta del ristorante Perbellini, di Isola Rizza (foto di Francesca Brambilla)

A sud est di Verona, a Isola Rizza, un ristorante da non perdere è Perbellini, guidato dallo chef Giancarlo Perbellini e dalla moglie Paola Secchi. La carta dei vini è ricca di 1.700 etichette, con un 60 per cento di vini internazionali e una bella selezione di piccoli produttori di Veneto, Champagne, Borgogna e Germania. In tavola qualità e fantasia. Possiamo degustare animelle d’agnello e porcini dorati con dadolata di foie gras, pere e olio di verbena; ma anche ottimi ravioli farciti di latte con ricci di mare tartufo e porri; delicate spigole in crosta di pistacchi e nocciole con emulsione di spugnole; o un bel petto rosa di piccione marinato allo yogurt con consommé di peperoni e crumble al miele. Il menu degustazione (150€ vini esclusi) è da alta gastronomia. A tavola gli ottimi dolci della Rinomata Offelleria Perbellini, aperta dal 1900. Info www.perbellini.com

L’entrata del ristorante enoteca La Casa degli Spiriti, a Castion di Costermano (Verona): realizzato in un’antica dimora abbandonata e restaurata nel 1996 dopo decenni di degrado, è ora un luogo ameno nella natura che offre piacevole ospitalità, specialità di pesce di mare e ricette legate alla tradizione del territorio gardesano e del monte Baldo “Maialino laccato al miele di castagno con cipollotti croccanti”, un piatto del ristorante enoteca La Casa degli Spiriti di Castion di Costermano (Verona)

Torniamo sul Garda veronese. A Castion di Costermano, non distante da Torri del Benaco, vale il viaggio il ristorante-enoteca La Casa degli Spiriti, situato in un’antica dimora abbandonata e restaurata nel 1996 dopo decenni di degrado. Oggi è un luogo immerso nel verde che offre bella vista sul lago, una piacevole ospitalità e buoni piatti di pesce e del territorio gardesano e del monte Baldo. Come il luccio alla Gardesana con soufflé di polenta o il maialino laccato al miele di castagno con cipollotti croccanti. Il menu degustazione a tema lago costa 85€, vini esclusi. La cantina è ricca di 1.500 etichette, tra le quali molte locali. Si può anche pernottare nella casa di fine ‘700 (www.casadeglispiriti.it).

 

Leandro Luppi, titolare e chef executive della Vecchia Malcesine, di Malcesine (Verona), una stella Michelin (foto di Tiziano Cristofoli) Un goloso dessert all’Oste Scuro di Verona, preparato dal pasticcere Simone Albertini (foto di Mauro Fiorese)

Un locale con camere per la notte è il ristorante panoramico Dome, nell’Hotel Corte Valier, a Lazise. Tra le preparazioni dello chef Fabrizio Cattaino possiamo gustare buoni raviolini con porri, patate e caciottina del monte Baldo e saccottini di pescatrice, tonno e farro (conto medio 50€ www.cortevalier.com). Ultima tappa del nostro itinerario gastronomico è Malcesine, per il ristorante Vecchia Malcesine, spazio gastronomico dello chef Leandro Luppi. Da provare la trota al sedano yogurt e caviale; il lavarello, con fagioli e ceci, mimosa d’uovo e sale di cotechino; o il maialino di latte al forno con le mele. Due i menu degustazione: per la tradizione c’è la proposta Come Eravamo; per un’interpretazione più personale dello chef c’è Il Territorio come diverrà. In entrambi i casi passerete una bella serata (conto 60 o 70€ vini esclusi www.vecchiamalcesine.com).

 

Osterie e trattorie veronesi

Con questo itinerario compiamo una specie di passeggiata alla ricerca di alcuni degli angoli più suggestivi della Verona Antica. Quasi sulle tracce di quel cantore delle osterie veronesi che fu Hans Barth: fu lui che definì Verona la “grande osteria dei popoli”, invitando il lettore – era il 1921 e il suo libro, la “Guida spirituale delle osterie italiane da Verona a Capri” usciva con la prefazione di D’Annunzio – a “pellegrinare dall’una all’altra cappelletta”, con l’osteria vista come un sacro tempietto. Paragone per nulla sacrilego, perché a Verona, come diceva Paolo Monelli, “gli osti si sentono sacerdoti di un'idea”, quella del buon bere e della compagnia. Custodi degli ultimi luoghi nei quali i vecchi giocano alle carte accanto ai ragazzi che flirtano. Come ai tempi di Berto Barbarani, il poeta dei veronesi, che corteggiava la sua Nina “sentàdi a l’osto”, seduti all’osteria.

 

L’interno dell’osteria Al Duomo di Verona: ambientazione semplice e rustica, atmosfera familiare e cucina tradizionale da degustare con un buon bicchiere di vino Il vecchio bancone domina l’interno dell’osteria Le Petarine, a Verona: un luogo ideale per un pasto semplice e genuino con tipicità e vini locali

La trattoria Al Bersagliere è molto frequentata dai veronesi e dai turisti attenti. Sarà la simpatia di Leo (Leopoldo Ramponi) ad accogliervi, mentre in cucina la moglie Marina Tezza propone, in veste classica, i piatti della tradizione come risotto all’Amarone, luccio e polenta, lesso con pearà o la pastissada de caval (25-35€ www.trattoriaalbersagliere.it). In via Duomo 7 c’è invece Al Duomo. Qui potete accompagnare il “goto” a una polpetta o a un paninetto al banco. Oppure scegliere piatti che variano a seconda della stagione come i bigoli con il ragu d’asino, le tagliatelle agli asparagi oppure lo stinco di maiale con marsala. I vini del giorno, una ventina, sono segnalati in lavagnetta (conto 18-25€ tel 045.8004505). In piazzetta Ottolini c’è Alla Corte, enoteca gestita da Massimo ed Elisa nel rione della Carega, tra bei palazzi un po' fuori dal centro. Qui si possono degustare vari vini in abbinamento ai piatti del giorno oppure ai taglieri dei formaggi e salumi (conto 10-15€). Il Cafè Carducci, aperto dal 1928, è gestito da Pier Stefano Bianconi, quarta generazione. I vini del giorno sono scritti in lavagna e si possono accompagnare a piatti di salumi e di formaggi locali e francesi (circa 50 tipi) oppure a fresche insalate (conto 10-15€ www.cafecarducci.it). Al Carro Armato è invece il regno di Annalisa Morandini affiancata nella gestione dalle figlie Chiara e Laura. Al bancone si possone degustare polpette o nervetti con cipolla mentre seduti a tavoloni con le panche si mangiano i piatti della cucina veronese (conto 18-25€ vicolo Gatto 2a, tel 045.8030175). L’osteria Le Petarine si trova nelle vicinanze di piazza delle Erbe, ma fuori dalle rotte turistiche. Ideale per bere un bicchiere di vino e “cicchettare” qualche bocconcino o per degustare i piatti del giorno che provengono da una gastronomia (conto 14€, vicolo San Mamaso 6a, tel 045.594453). L’eleganza e il rigore di Gianni Vesentini fanno dell’osteria Monte Baldo una delle più interessanti di Verona. L’ambiente è curato e accogliente. Al banco si può scegliere tra deliziosi bocconcini e polpette oppure ai tavoli assaggiare i piatti del giorno come baccalà alla vicentina, zuppa d’orzo o carne salà (conto 10-16€, via Rosa 12, tel 045.8030579). L’osteria Sottoriva è invece in una delle vie più vecchie e suggestive della città. E’ piccolissima (20 posti) e accogliente. Si possono assaggiare e prendere direttamente dal banco le polpette di cavallo o di manzo e le uova sode oppure scegliere i piatti del giorno, oppure panini fatti al momento (25€ con il dolce, via Sottoriva 9a, tel 045.8014323). Infine Zampieri La Mandorla, in via Alberto Mario 23, una piccola enoteca ideale per l’aperitivo, a due passi da piazza Brà. Si presenta all’esterno con la vecchia e caratteristica insegna d’epoca. I due giovani osti Leonardo Rizzini e Lorenzo Forlati propongono vini naturali e birre artigianali da accompagnare con la selezione di formaggi e salumi locali (conto 7-15€ www.vinizampieri.it).

 

I vini di Verona

Veduta panoramica di Verona, Ponte Pietra e Adige (Archivio Provincia di Verona, foto di Thilo Weimar)

La produzione vitivinicola del territorio veronese include interessanti denominazioni. I tre principali vini del territorio sono: il Recioto della Valpolicella Doc, l’Amarone della Valpolicella Docg, il Valpolicella Doc e il Valpolicella Ripasso Doc, tutti vini rossi ottenuti da uve corvinaveronese, corvinone e rondinella. Per i primi due le uve sono sottoposte ad appassimento. Altri vini sono il Soave Doc e il Soave Superiore Docg, vini bianchi ottenuti da uve garganega in prevalenza (almeno il 70 per cento), insieme a trebbiano di Soave, pinot bianco e chardonnay. Ottimo anche il Recioto di Soave, prodotto da uve garganega appassite per diversi mesi su graticci prima della pigiatura. C’è infine il Bardolino, prodotto intorno al lago di Garda con le autoctone corvinaveronese, corvinone, rondinella, molinara, rossignola, ai quali possono aggiungersi piccole percentuali di uve barbera, sangiovese, marzemino, merlot, cabernet sauvignon. E’ sia rosso che rosato. In entrambe i casi un vino fresco e poco strutturato. Info www.consorziovalpolicella.it, www.ilsoave.com e www.ilbardolino.com

 

Vinitaly 2012

Vinitaly si svolge a Veronafiere da domenica 25 a mercoledì 28 marzo. Per l’ingresso occorrono registrazione e biglietto (giornaliero 50€, se si acquista online 45€, abbonamento per tutta la manifestazione, con un ingresso al giorno, 90€, online 80€). La domenica è aperto al pubblico, dal lunedì la manifestazione è riservata a operatori specializzati, maggiorenni. La stazione ferroviaria Verona Porta Nuova e l’aeroporto “Valerio Catullo” di Verona Villafranca sono collegati alla fiera con servizio navetta gratuito. Info www.vinitaly.com

 

“Trota sedano yogurt e caviale”, una ricetta della Vecchia Malcesine (foto di Tiziano Cristofoli) Autentica gastronomia locale da degustare in abbinamento a vini veneti, Valpolicella Classico, anche Superiore, Recioto, Bardolino, Chiaretto, Lugana: siamo all’osteria Zampieri, a Verona, a pochi passi dall’Arena “Saccottino pescatrice e tonno con farro”, un piatto da degustare al ristorante dell’Hotel Corte Valier, di Lazise (Verona) affidato allo chef executive Fabrizio Cattaino

 

 

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