testi di Fulvio Fulvi, foto di Alfio Garozzo
Nera, ai piedi dell’immenso e inquieto vulcano, si adagia Catania, nobile e moderna “capitale” della Sicilia orientale. Fu ricostruita poco dopo il terremoto del 1693 scaturito dalle tremende eruzioni dell’Etna: è per questo che la città ha il cuore barocco (lo stile dell’epoca), ma anche grigiastro di zolo, l’intonaco di polvere vulcanica che ricopre i muri di case e palazzi. Vale la pena tuffarsi subito nel centro storico con una passeggiata nella vivace via Etnea, da cui si raggiunge piazza del Duomo, circondata da eleganti edifici settecenteschi e abbellita dalla curiosa fontana dell’Elefante e dalla candida fontana dell’Amenano. Merita una visita il Museo Diocesano (www.museodiocesicatania.it), dietro alla cattedrale, che vanta una ricca collezione di arredi e oggetti sacri e dipinti medievali, e custodisce il fercolo d’argento sul quale vengono portate in processione, ogni anno, il 4 e 5 febbraio, le reliquie della patrona Sant’Agata, a cui i catanesi sono devotissimi.
Nella vicina piazza Carlo Alberto, sul lato est di via Etnea, si tiene tutti i giorni (tranne la domenica) la fiera del Lune, il regno dello street food, con friggitorie e chioschi dove acquistare a poco prezzo le specialità siciliane da gustare sul posto oppure camminando, per ammirare le altre bellezze della città senza... perdere tempo. Un altro prezioso “covo” di negozi e bancarelle dove rifornirsi di ghiottonerie è la famosa Pescheria, intorno a piazzetta Pardo, a due passi dal Duomo e dal Teatro Massimo. Ogni mattina all’alba qui arriva pesce appena scaricato dalle barche del vicino porto: saraghi, sardine, seppie, tonni, “spada” e tutto ciò che regala il mare viene esposto in cassette di legno sistemate sopra a secchi di plastica ricolmi di ghiaccio. Tutt’intorno, lo spettacolo del mercato, con carni appese o grigliate sul posto nelle tradizionali putìe dei macellai, con frutta e verdura dai colori vivi, scatolame, olive in salamoia, legumi secchi, fumanti carciofi arrostiti sulla via. Volendo ci si può fermare in uno dei tanti banchi allestiti lungo le strade intorno alla Pescheria per mangiare quello che più ci stuzzica alla vista e all’olfatto. Ovunque i prezzi sono contenuti e il cibo genuino: con 10€ si può fare un pasto più che soddisfacente anche seduti a un tavolo. Uno dei negozi storici nel quale ci si può rifornire è la salumeria e rosticceria Dagnino (via Etnea 179, tel 095312169): fatevi preparare un panino con il salame di Sant’Angelo di Brolo o con la suppizzata (salsiccia tagliata con il coltello). Assaggiate o portate a casa formaggi pecorini, il caciocavallo Ragusano, il cacio Ennese con lo zafferano, e poi tume, ricotte salate, la provola dei Nebrodi. Scegliete tra le decine di vini siciliani, tra i quali l’Etna Doc, o tra i dieci tipi di pesto siciliano per condire la pasta (eccezionale quello con i pistacchi di Bronte!). E infine fermatevi davanti ai prelibati mieli dell’Etna e alle marmellate di agrumi, senza tralasciare il delizioso olio extravergine di Lentini.
In piazza Vittorio Emanuele III c’è il chiosco di Giammona, dove potete rinfrescarvi gustando una macedonia con granita, una bibita come il tipico seltz al limone e al sale (un bicchiere 80 centesimi) o il frappè alla nutella. Sempre nel centro storico, la friggitoria Stella (conto da 10€ www.friggitoriastellact.jimdo.com) è un cult da non mancare. Tre enormi padelle traboccanti di strutto vi accolgono all’ingresso del locale: provate, tra le altre leccornie della casa, la schiacciata al forno con la tuma e le acciughe, gli arancini, i timballetti di riso, le verdure fritte in pastella, le panelle di farina di ceci. E per i dolci? In piazza Mancini Battaglia 17, sul lungomare, Quaranta (www.pasticceriaquaranta.it) è uno dei custodi della rinomata tradizione catanese, non solo per la pasticceria (arance candite, cannoli, cassate) e la gelateria (gelso e mandorla tra i tanti gusti) ma anche per i prodotti gastronomici tra i quali spiccano la cartocciata (pasta sfoglia condita con cipolla, pomodoro o prosciutto) e gli arancini con il ragù. Tornando sull’affollata via Etnea, al civico 302 troverete Savia (www.savia.it) che prepara gli arancini con ragù di maiale sminuzzato al coltello. E non lasciatevi sfuggire le pizzette di pasta morbida spolverate con farina di pistacchio e i carrettini siciliani di marzapane. Ma se volente allontanarvi dal clamore dei venditori ambulanti, e fare un’esperienza di alta cucina all’insegna della tradizione, andate all’Osteria Antica Marina (conto 40€ www.anticamarina.it), di fronte agli Archi della Marina: straordinari sono i panzotti con ricotta al nero di seppia, le farfalle con uova di tonno preparati dallo chef Giovanni Leonardi e la varietà di antipasti di mare proposti ogni giorno nel menù. Ma prenotate almeno il giorno prima!
Dormire
A Catania si può alloggiare al Villa del Bosco (doppie da 170€ www.hotelvilladelbosco.it), dimora ottocentesca trasformata in hotel di design, dove il bianco e nero, il colore e non-colore dominano gli spazi comuni. Un misto di comodità e tecnologia con materiali inediti e giochi di luce non impedisce la coniugazione tra classico e moderno. Le camere sono 29. Un accogliente B&B nel cuore della città, è il Central (doppie da 60€ www.centralbedbreakfast.it), a due passi dal Parco Bellini: a colazione dolci siciliani e torte fatte in casa.
Visite in Cantina
Il vino che si produce alle falde dell’Etna è sapido e robusto. Tante le cantine che ne fanno il proprio vessillo. Tra queste, Aìtala a Linguaglossa (www.aitalavini.it) produce le Doc Etna Rosso ed Etna Bianco e i rossi in purezza Nerello Mascalese e Syrah. Degustazioni e visite guidate a cantina, vigneti e ai palmenti, antiche vasche di vinificazione. Sul versante nord-ovest del vulcano, si trova Al-Cantàra (www.al-cantara.it) che produce vini dell’Etna con le etichette della bottega Cartura, specializzata nella lavorazione della cartapesta. Sopra riportano i versi del catanese Nino Martoglio (1870-1921). Tra le più importanti realtà del territorio c’è Benanti, a Viagrande, che ha ridato lustro a vitigni come carricante, nerello cappuccio e nerello mascalese (www.vinicolabenanti.it). In azienda si possono gustare anche piatti e prodotti tipici, ma su prenotazione. L’agriturismo Etna Wine, a Castiglione di Sicilia, (www.etnawineagriturismo.com) ha un vigneto di 11 ettari, con terrazzamenti di terra lavica, coltivato in gran parte a nerello mascalese, fino ad altezze di 700 metri. In cantina possiamo degustare l’Etna Doc Rosso. Possibilità di pernottamento (appartamento per due da 70€) in una villa ottocentesca, con piscina e solarium. Degustazioni guidate di vini e prodotti tipici. E c’è anche il Museo della civiltà contadina e 10 piazzole camper attrezzate per gli amanti del plein air.
Eventi
A Catania la cultura è di casa da sempre. Tra gli eventi in programma nei prossimi mesi, segnaliamo la mostra Catania 1870 -1939 nei locali di via Garibaldi 233 dell’ex Quartiere Militare Borbonico (palazzo Manifattura Tabacchi). Si tratta di un percorso storico sulla città attraverso i suoi paesaggi urbani (fino al 25 marzo). Al prestigioso Teatro Massimo, una rassegna dedicata al grande compositore catanese: il 16 marzo, 27 aprile e 25 maggio, alle ore 18, Bellini & Bellini, i concerti del venerdì (ingresso gratuito). Per gli appassionati del mare, dal 28 aprile al 6 maggio al porto c’è Nauta-Il salone Nautico del Mediterraneo che ospita oltre 600 imbarcazioni dei cantieri più importanti d’Italia e del mondo.





