| Mercoledì 11 Gennaio 2012 | |||||||||||||||||||||||||
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A due ore di volo dall’Italia, Tunisi è una capitale piena di arte e charme. Un itineario tra ristoranti, eleganti case albergo e mercatini. Con una puntata in cantina e un fuori porta a Biserta
testi di Massimiliano Rella, foto di Daniele Babbo
La Medina si risveglia alle prime luci del mattino con i venditori dei souk che preparano i banchi di spezie, oggetti per la casa, tappeti. Fino a sera al mercato è un brusìo di voci, un viavai di persone che sostano davanti a pile di vestiti, vetrine di bigiotteria, ammassi di souvenir. I venditori parlano a voce alta per richiamare l’attenzione dei turisti masticando parole di italiano, spagnolo, tedesco, secondo un vocabolario che si ricompone a seconda dei passanti. E poi i profumi, l’odore del caffè, del tea alla menta, quello sottile dell’incenso, o quello pungente della canfora. La Medina è così, una marea montante che ti invade. E’ il cuore antico di Tunisi, patrimonio dell’Unesco, un labirinto di vicoli, porte chiodate, passaggi a volta, moschee, dimore sontuose, locali e caffè only for men. Ma anche vie scalcinate e un’umanità variegata, non senza disperati. Prendere o lasciare.
Nel cuore della Medina c’è la maestosa Moschea Ez-Zitouna, la grande Moschea, fondata nel 698 e ricostruita nel 856-863. Davanti alla facciata nord il souk El Attarine è il mercato degli incensi, dei profumi e della bellezza. Sul lato ovest il souk El Kumach è il ritrovo dei commercianti di stoffe. Altri tesori della città vecchia sono i Dar, le tradizionali case con giardino, patio e qualche camera per la notte. Alcuni sono diventati B&B di charme, come il Dar El Medina con dodici camere nella Kasba (doppie da 148 a 180€ www.darelmedina.com). Sulla stessa via (Sidi Ben Arous) Ed-Dar è una casa con 400 anni di storia, oggi una boutique di antichità, tappeti, vecchi strumenti musicali (www.eddar.net). Essaraya è un ristorante di alta gastronomia tunisina, in un’antica casa arredata in modo sontuoso, nel quartiere degli orafi. Al suo interno anche una saletta per l’esposizione di artigianato e monili in argento (conto 25€ www.essarayatunis.com). Dar El Jeld (in rue Dar El Jeld) è diventata invece un ristorante di cucina tradizionale, interessante per gustare vari cous cous, con calamari ripieni di spezie, orata e verdure, o agnello con salsa di albicocche e prugne (conto 20-25€ www.dareljeld.tourism.tn). Nel vecchio quartiere Béni Khorassan il Dar El Haddad è una dimora dalle decorazioni più sobrie, ex proprietà di una famiglia di origini andaluse (tel +216/71.341077). Anche Dar El Bey, del 1795, ha un legame con la Spagna, ma solo nelle decorazioni andaluse delle sale interne. Dopo l’Indipendenza della Tunisia (1956) è diventato il Palazzo del Governo. L’influenza europea si respira però fuori dalla Medina, sul lungo viale Bourguiba, gli affollati “champs élisée” di Tunisi, una passerella di negozi e caffè con tavolini all’aperto. Sullo stesso viale il bel Teatro Comunale, sede di concerti, è un esempio di art noveau.
A pochi chilometri dalla capitale, l’antica Carthage era una potente città prima della distruzione da parte dei Romani con la terza guerra Punica (149-146 a.C.). Oggi sulle colline che sovrastano i resti archeologici, vista mare, si estende un’area interessante, ricca di case borghesi, come La Marsa, Sidi Bou Said e la stessa Cartagine, la “periferia” ricca di Tunisi, con alberghi caratteristici o di design, gallerie d’arte contemporanea, ristoranti di pesce, case bianche abbellite dalle bouganville, caffè su terrazzi soleggiati. Sulle colline il design hotel Villa Didon ospita il ristorante di cucina innovativa Le Rest’ò, aperto nel 2004 con la consulenza dello chef francese Alain Ducasse (conto medio 35€, doppie da 220€ Chartage-Byrsa, tel 071.733433). Nelle immediate vicinanze c’è Sidi Bou Said, un “villaggio” di costruzioni bianche e blu, case con interni raffinati, una moschea con un fine minareto bianco dietro il Cafè des Nattes, il più famoso caffè moro della Tunisia. Da non perdere neanche il ristorante di pesce Le Pirate, vicino a un porticciolo, che fa cucina di pesce al vapore e specialità locali. Da provare il filetto di orata fresca alla menta e la composta di avocado e gamberetti freschi (Av. Du Pt. Kennedy, tel 071.748.266 conto 30€, vini esclusi). Ottimo anche il cous cous di Dar Zarrouk (Rue Hedi Zarrouk, tel 071.740591, conto da 25€ vini esclusi). Per dormire non c’è che l’imbarazzo della scelta: il Dar Said è un ambiente raffinato, elegante, caratteristico, un gioiellino con hammam per una vacanza di tutto relax (doppie da 165€ www.darsaid.com). Più intimo e accogliente è il Dar Fatma, con una piccola piscina panoramica in terrazzo da cui ammirare il mare di Cartagine (doppie da 96 a 120€ in alta stagione www.darfatma.com).
Vino tunisino, mano siciliana
Arte e artigianato a Tunisi
Il Palazzo del Bardo, sotto le volte dell’ex palazzo Reale, ha una ricca collezione di mosaici romani, antichità puniche, arte islamica. Dar Ben Abdallah custodisce invece costumi, gioielli e oggetti della borghesia del XIX secolo. E’ la città di Abdelaziz Gorgi, tra i massimi esponenti dell’arte contemporanea tunisina, scomparso da qualche anno. Ha dipinto le diverse facce di un Paese islamico moderno, quello da cui è scoccata la scintilla della “primavera araba” del 2011. La galleria Ammar Farhat è una sua creatura. Per visitarla bisogna arrivare a Sidi Bou Said, a venti minuti sulla strada per Cartagine. Per l’artigianato di qualità c’è invece Sadika, specializzato in vasi e lampade in vetro soffiato (www.sadika.com).
Una gita a Biserta
Sapori mediterranei
Da non perdere il brik, una pasta sfoglia piena d’uovo e tonno, oppure il tajine, una terrina calda ripiena di carne di pollo e vitello. E ancora la kamounia, stufato di carne e fegato d’agnello, con cipolle e varie spezie. Come contorno la salade tunisienne, con lattuga, pomodori, cetrioli, olive, peperoni, uova sode, tonno e gamberi. Tra i piatti di verdure anche la chakchouka, una peperonata molto speziata, e la mechouia, insalata mista di patate, cipolle, pomodori, melanzane, zucchine e peperoni. Un must della gastronomia locale è poi il cous cous, cucinato in vari modi, con carne d’agnello e salsa di albicocche, con seppioline ripiene, con sarago, e altro ancora. Chi ama il pesce potrà assaggiare il complet de poisson, pesce fritto o alla griglia con contorni e uova fritte, oppure ottimi gamberoni giganti, la cernia con limone, finocchio ed erbe aromatiche. Tra i dolci il baklava è una pasta di semolino zuccherato con mandorle, nocciole e miele e il makroud, una torta di semolino con pasta di datteri.
Sfax, il Colosseo di El Jem e l’olio della Tunisia
Il nostro viaggio in Tunisia prosegue a sud est, con tappe nella cittadina di Sfax, una visita al maestoso Colosseo di El Jem, che ci ricorda gli antichi Romani, e un breve itinerario tra oliveti e aziende di olio, durante la raccolta delle olive fatta da donne in costumi tradizionali. Leggi il resto del reportage su La terra dell'olio.
Info
La Tunisia ha una buona rete stradale e un’autostrada che collega Hammamet a Tunisi, con segnaletica in doppia lingua, arabo e francese. È necessaria la Carta Verde o un’assicurazione temporanea in frontiera, acquistabile al momento dell’ingresso. L’età minima per il noleggio auto è di 21 anni. Il dinaro vale circa 0,52 €.
Ente Nazionale Tunisino per il Turismo
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