| Sabato 07 Gennaio 2012 | |||||||||||||||||||||||
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La capitale della Repubblica Ceca è una meta sempreverde, anche con il freddo di gennaio. Un itinerario tra ristoranti, alberghi in art decò e palazzi danzanti
testi di Fulvio Fulvi
Ponte San Carlo, il Castello, piazza Venceslao, il quartiere ebraico e il misterioso cimitero del Golem, la città vecchia, il Vicolo d’Oro. Praga medievale e asburgica è entrata nella leggenda. Il suo nome deriva dalla parola prah, porta, perché nacque con la costruzione di un arco su un quadrato di mura sopra una collina, sulla riva sinistra della Moldava. Correva l’anno 700. Da allora la città non ha perso il suo fascino. Anzi. Oggi, per i suoi monumenti e la sua storia, è definita la “Roma di Boemia”. Anche la gastronomia, qui, ha una spiccata personalità. Ricette popolari si mescolano a soluzioni di alta cucina, esaltate da una birra inarrivabile come la bionda pilsner; come potrete sperimentare nella birreria Kolkovna, nel quartiere di Stare Mesto, dove si mangia un goulash niente male. Il cibo praghese più famoso del mondo, però, che porta il marchio stesso della città, ed è il prosciutto di Praga, re tra i salumi cotti o affumicati della tradizione ceca (wurstel, salsicce, bollite o alla griglia), che viene servito con la senape e il pane nero di segale cosparso di cumino. Se andate da Lahdky Zemark, panineria in Václavské námestí 42, nella città nuova, potrete assaggiare maestosi involtini di prosciutto di Praga ripieni di panna con rafano o scegliere tra decine di tartine farcite con roast-beef, salmone, sardine, o speciali paté.
Ma la capitale ceca è ricca di buoni ristoranti dove gustare pranzi e cene indimenticabili. A cominciare da Fish (conto medio 64€ www.restaurantfish.cz), nel cuore della città vecchia, poco distante dal Ponte Carlo. In questo locale dallo stile moderno ed elegante, per accompagnare le pietanze si servono i vini delle colline della Moravia, la zona vitivinicola della Repubblica Ceca. Il giovane chef, Joseph Rychtr, è specializzato nella preparazione del pesce: assaggiate le sue capesante di St. Jacques, della California, che guarnisce con tartufo bianco, o il caviale dell’Iran, servito su fette di pane tostato e panna acida. E le ricette della tradizione? Non perdetevi la zuppa Bramboracka, a base di patate, verdure e funghi, servita in una forma di pane svuotata della mollica. Sull’altra sponda del ponte Carlo c’è un altro tempio del “buon mangiare” praghese: il Bellevue (menu degustazione 4 portate 55€ www.bellevuerestaurant.cz). Dal ristorante si gode la vista del sontuoso castello, le cui origini risalgono al IX secolo (per visitare le sue 700 stanze occorre un’intera giornata!). Lo chef Petr Bures propone una cucina di piatti internazionali rivisitati ma non perdetevi la tipica svìckovà, lombata di manzo speziata con pepe, sedano, carote, pastinaca e condita con una salsa cremosa di panna acida e succo di limone. Oppure ordinate l’anatra arrosto, croccante, con salsa di miele di lavanda, cavolo rosso e gnocchi di pane aromatizzati con semi di girasole. Molte, anche qui, le etichette morave.
Non lontano da questo splendido posto, lungo una strada medievale, ecco invece il ristorante Zatisi (menu degustazione boemo di 4 portate 48€ www.vzatisi.cz) un ambiente moderno e un po’ retrò con elementi in design. In cucina, Milan Horejs e Tomas Hana propongono menu stagionali di ricette internazionali e specialità boeme, a base di coniglio, anatra e manzo. Tra le tipicità, assaggiate la svìckovà, carne di manzo su salsa di verdure miste, gnocco di pane, funghi ed erbe; oltre 120 i vini della carta. Tutta un’altra atmosfera, invece, respirerete nel ristorante aereonautico Wings Club (conto 30€ www.wingsclub.cz) dove ogni arredo e suppellettile parla di aria e volo ma il menu è rigorosamente praghese. Tra le specialità, gnocchi di patate ripieni di carne affumicata e contorno di crauti, serviti nel “piatto della casa” e costate di maiale marinate al miele e arrostite, servite con pane all’aglio e mostarda. Che volete di più?
Dormire
Il palazzo danzante
Sembrano due ballerini di cemento e vetro. Viene chiamato infatti “il palazzo danzante” o, anche Ginger e Fred, in onore di Ginger Rogers e Fred Astaire. Consiste in due enormi cilindri che sembrano in armonioso movimento: ospitano uffici e un centro commerciale a piano terra. La curiosa struttura si trova sul lungomare Rasinovo in Tancici Dum, ed è stata progettata dall’architetto canadese Frank O. Gerhry, lo stesso che ha disegnato il Guggenheim Museum di Bilbao. Sul tetto del palazzo c’è il ristorante Le Perle de Prague, da cui si può godere una stupenda vista sulla città. Propone cucina francese (conto 50€).
Il Vicolo d’Oro
Zlata Ulicka, nel cuore di Praga, è il Vicolo d’Oro, noto anche come via degli alchimisti, sorto alla fine del XVI secolo. Le case sono incassate sugli archi delle mura settentrionali del Castello. Un tempo vi abitavano gli arcieri della Casa reale e avevano qui la loro bottega gli orefici di Praga. Secondo una leggenda, la strada sarebbe stata abitata però dagli alchimisti chiamati a corte da re Rodolfo II proprio per “fabbricare” l’oro. È anche la via dove visse Franz Kafka e dove il grande scrittore vergò La metamorfosi, il suo racconto più famoso.
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