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Veduta aerea sul Museo Casa Natale Enzo Ferrari
Museo Casa Natale Enzo Ferrari
Nel centro storico di Modena
Un dessert a L'Erba del Re di Modena
Enzo Ferrari e Gilles Villeneuve
Pranzo tra le vigne nell’Heuriger, sulle colline del Grinzing
Enoteca di Cobenzl, la cantina di proprietà della città di Vienna

 

testi di Antonella Burdi

 

“Ebbrezza” della pittrice Elisabetta Rogai. I quadri realizzati con questa tecnica, dopo il primo tratto di carboncino per delineare le figure, sono dipinti su normali tele ma utilizzando esclusivamente vini rossi e bianchi, senza nessuna aggiunta di colore o altri componenti sintetici “Vendemmia”. Il vino invecchia sulla tela passando dai colori tipicamente giovanili (violacei, melanzana, porpora) a quelli caratteristici dell’invecchiamento (mattone, ambrati, aranciati)
Chiamiamola pure vino-pittura. Dipinti in evoluzione che cambiano colore con il passare del tempo, non per effetto di fattori esterni che si depositano indesiderati sulla tela ma per la qualità intrinseca di una delle materie prime utilizzate: il vino. Sono le opere della eno-pittrice Elisabetta Rogai, realizzate utilizzando proprio la bevanda di Bacco. Del vino i suoi lavori assorbono la caratteristica di cambiare colore, maturare, affinarsi, invecchiare, non nel senso deteriore del termine, ma per acquisire un’aspetto “vintage”.

 

“Assaggi”. Il progetto EnoArte si basa su un’innovativa tecnica pittorica con l’utilizzo di vino al posto del colore per realizzare opere d’arte
Il progetto EnoArte lanciato nel 2011 si basa su un’innovativa tecnica pittorica e prevede una serie di dodici dipinti realizzati con vino trattato in laboratorio. L’intuizione artistica si è avvalsa di un lavoro di sperimentazione insieme a un laboratorio scientifico dell’Università di Firenze. Il sistema è stato elaborato dal professor Roberto Bianchini, docente di Chimica organica al polo di Sesto Fiorentino. I dipinti, dopo il primo tratto di carboncino per delineare le figure, sono realizzati su normali tele ma esclusivamente con vini rossi e bianchi, senza aggiunte di colore o altri componenti sintetici. Solo vino (che contiene estratti, polifenoli, etc) al 100 per cento, e che invecchia sulla tela passando dai colori tipicamente giovanili (violacei, melanzana, porpora) a quelli caratteristici dell’invecchiamento in bottiglia, nel caso dei rossi (mattone, ambrati, aranciati). Un processo che in cantina richiede diversi anni, ma che sulla tela si compie in pochi mesi. Per evitare che l’invecchiamento si protragga fino a compromettere la qualità dell’opera la Rogai applica un fissaggio naturale a base di acqua e farina che lascia cambiare le tonalità ma impedendo ai colori di sbiadire oltre un certo limite.

 

“Nostalgia”. Il procedimento per completare un’opera richiede tempi più lunghi rispetto a un normale dipinto perché è necessario più tempo tra una “mano” e l’altra “Divini Sensi”. La figura femminile ricorre più frequentemente nelle opere della pittrice fiorentina
Le sue opere sono state esposte a Montepulciano, Firenze, Verona, Lucca, Canelli (Asti), Peccioli (Pisa) e Montalcino (Siena). L’artista fiorentina è apprezzata nel panorama artistico nazionale e più volte incaricata di rappresentare Firenze e l’Italia in eventi artistici internazionali. Nel 2006 un suo quadro è stato selezionato dal consolato peruviano per inaugurare la Sala Firenze del Museo d’Arte Contemporanea di Arequipa, la capitale culturale del Perù. Nel 2007, in occasione dei 40 anni del gemellaggio del comune di Firenze con Kyoto (Giappone) è stata scelta come artista per rappresentare il capoluogo toscano. Nel 2008 un suo affresco celebrativo dei 70 anni della Scuola di Guerra Aerea di Firenze è stato collocato di fronte all’analogo affresco di Pietro Annigoni, a significare una continuità ideale tra i due pittori. Info www.elisabettarogai.it


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