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Veduta aerea sul Museo Casa Natale Enzo Ferrari
Museo Casa Natale Enzo Ferrari
Nel centro storico di Modena
Un dessert a L'Erba del Re di Modena
Enzo Ferrari e Gilles Villeneuve
Pranzo tra le vigne nell’Heuriger, sulle colline del Grinzing
Enoteca di Cobenzl, la cantina di proprietà della città di Vienna

 

testi e foto di Massimiliano Rella

 

  • Le signore della famiglia fanno la pasta in casa. Nella foto i “manti”, ravioli turchi Un piatto di “güvec”, un ottimo spezzatino di vitello, melanzane, pomodori, aglio, pepe verde e altre spezie
    Fino al 1923 greci e turchi convivevano in armonia nel piccolo villaggio di Mustafapasha. I greci erano ricchi commercianti, soprattutto di caviale, che smerciavano a Istanbul, Ankara e Smirne. Con la fondazione della Repubblica Turca, ad opera di Mustafa Kemal Ataturk, la situazione politica cambiò: i greci tornarono nel loro Paese d’origine, lo stesso fecero i turchi che fino ad allora avevano vissuto in Grecia. In questo piccolo villaggio della Cappadocia, terra famosa in tutto il mondo per i “camini delle fate” - particolari forme rocciose dall’aspetto fantastico e lunare - tracce di presenza greca sono rimaste nella chiesa di san Costantino ed Elena e nella Old Greek House, la Vecchia Casa Greca.

 

La chiesa è al centro del paese e ricorda l’antica vocazione vitivinicola della Cappadocia, raffigurando eleganti grappoli d’uva ricamati in bassorilievo sulla facciata principale. Il ristorante, invece, conserva solo l’origine greca della casa, la cucina invece è tradizionale turca, con particolare attenzione alle ricette locali. In questa antica dimora di oltre 200 anni di vita, con affreschi datati al 1879, si può anche dormire in 16 caratteristiche camere a un prezzo da 130 a 150 lire turche compresa colazione (circa 65/75 €).

 

Una porzione di “patatas ve kofte”, piccole polpette di carne di vitello macinata, con patate della Cappadocia e spezie, cotto al forno in un recipiente di terracotta Il ristorante esterno della Vecchia Casa Greca, nel villaggio di Mustafapasha

La gastronomia della Vecchia Casa Greca è preparata con cura dalle donne della famiglia perché i maschi gestiscono la sala. Tra i piatti che arrivano caldi caldi dalla cucina le prime portate sono delicati antipasti come il sarma, piccoli sigari di riso con spezie e menta, cotti in olio e avvolti in foglie di vite; o come l’ali nazik, una crema di melanzane arrosto, condita con yogurt, aglio, spezie e carne tritata. Tra i primi un turista enogastronomico non può certamente perdere i manti, piccoli ravioli turchi fatti con una pastella di acqua, farina e uova, ripieni di carne tritata di agnello e bovino, cipolla e spezie. Sono conditi con yogurt e salsa di pomodoro e burro.

 

In primo piano un piatto di “sarma”, in secondo piano la ricetta di “ali nazik”

Tra i secondi piatti consigliamo due specialità della casa: le patatas ve kofte, piccole polpette di carne di vitello macinata, con patate della Cappadocia e spezie, cotte al forno in un recipiente di terracotta; e il güvec, uno spezzatino di vitello, melanzane, pomodori, cotto in due ore nel recipiente di terracotta da cui prende il nome. Il tutto accompagnato dai vini locali della cantina Kocabaj, che produce rossi in purezza da uve dimrit, un vitigno autoctono della Cappadocia, e da uvaggio di okuzgoku e bopazkere, due varietà a bacca rossa tipiche dell’est della Turchia. E’ giunta l’ora di un caffè turco. Prima però addolciamo il palato con una fetta di baklava, una tipica torta fatta di sottilissime sfoglie a strati, con un ripieno di noci secche. La pastella è preparata con olio, yogurt, farina, uova, lievito e sale. La torta viene poi bagnata con uno sciroppo di acqua, zucchero e limone. Conto medio 40 lire (20€) vini esclusi. Info www.oldgreekhouse.com

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