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Veduta aerea sul Museo Casa Natale Enzo Ferrari
Museo Casa Natale Enzo Ferrari
Nel centro storico di Modena
Un dessert a L'Erba del Re di Modena
Enzo Ferrari e Gilles Villeneuve
Pranzo tra le vigne nell’Heuriger, sulle colline del Grinzing
Enoteca di Cobenzl, la cantina di proprietà della città di Vienna

 

testi e foto di Massimiliano Rella

 

Puntinismo… un dolce “impressionista” dello chef Luca Marchini, del ristorante L’Erba del Re, di Modena Guancia di rana pescatrice con aceto balsamico tradizionale di Modena Dop extra-vecchio. Ristorante “L’Erba del Re”, Modena
Il dolce impressionista si chiama Puntinismo, con lo stesso nome della corrente artistica che a fine ‘800 voleva rappresentare la realtà sulla tela con la tecnica di accostare piccoli puntini di colori primari e complementari. Il Puntinismo di Luca Marchini, chef quarantenne de L’Erba del Re, tra i migliori ristoranti di Modena, più che al colore punta però all’accostamento dei sapori, mettendo sullo stesso piatto il dolce e il salato, le sensazioni grasse con quelle acide. Il dessert (in foto) è composto da un collage di pennellate di panna cotta, parmigiano reggiano, pere, noci, castagne, rosmarino, germogli, erbette, nocciole, sale maldon e lime. Ed è uno dei piatti rappresentativi di questo chef di origini toscane, una laurea in Economia e Commercio prima di dedicarsi a tempo pieno nel mondo dell’alta cucina.

 

Lo chef Luca Marchini, del ristorante modenese L’Erba del Re
Dopo varie esperienze - una di due anni da Massimo Bottura, chef dell’Osteria Francescana - il giovane Marchini nel 2003 decide di aprire L’Erba del Re, un ristorante elegante nel centro di Modena, lanciandosi nella rivisitazione di una cucina tradizionale e di territorio, perfezionata tecnicamente, proposta con un’impronta molto personale ma senza mai rendere irriconoscibili gli ingredienti. Qualche esempio? La frittata cotta su un solo lato per far sentire bene il sapore dell’uovo; il ragù modenese con poco olio e cotto 40 ore anziché 3, a 65 gradi centrigradi con cinque diversi tipi di carne. Oppure il tortellino in brodo di cappone con cottura extralenta per quasi tre giorni. E la delicata zuppa “asciutta” di crostacei, con pesci di mare cotti separatamente in diverse cotture. Il brodo è concentrato e asciutto, denso di aromi e intenso. Viene spennellato come un colore ai bordi del piatto. E’ l’arte che torna sempre in cucina.

 

 

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