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Lopez de Heredia è una bella bodega d’altri tempi nel cuore della Rioja, in Spagna. Tra botti e utensili dell’800 c’è anche il Decanter dell’archistar irachena Zaha Hadid
testi e foto di Massimiliano Rella
La spettacolare barriquaia di Lopez de Heredia Viña Tondonia. All'interno 14mila barrique
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Con oltre 130 anni di storia la bodega centenaria Lopez de Heredia, nella cittadina di Haro, è una cantina piena di fascino pre-industriale. Al suo interno custodisce botti giganti da 64mila litri e oltre 14mila vecchie barrique costruite artigianalmente nella tonelerìa dell’azienda, una tra le poche che si “fabbrica” le botti in casa per invecchiare i vini. Nei locali il legno di rovere è lasciato seccare naturalmente per tre anni fino a che perde quasi tutta l’umidità. A quel punto le doghe sono pronte per essere curvate con l’uso del fuoco.
Ogni particolare è lasciato com’era, come queste vecchie lampade industriali nelle cantine sotterranee
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Una vecchia vite in cantina, collegata alla lampada da un fascio di ragnatele formatesi nel tempo
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Le pareti di questa importante azienda spagnola, un’autentica destinazione enoturistica, visitata ogni anno da migliaia di persone, sono interamente ricoperte da uno strato di muffa formato da penicilline, lasciato lì a incrostare le pareti per la sua funzione di deumidificante naturale. Lopez de Heredia è una cantina da visitare con calma, piena di dettagli curiosi: vecchie lampadine a bolla nei percorsi sotterranei, bottiglie ricoperte da strati di polvere spessi diversi centrimetri; una sala con vitigni rinsecchiti sul quale si sono formati fasci di ragnatele. Tutto racconta una storia d’altri tempi, ferma a quando intorno alla piccola stazione di Haro, nella Spagna del nord, a fine Ottocento spuntarono le bodegas centenarie, con un affaccio sui binari del treno per agevolare il carico e lo scarico delle merci: vagoni pieni di uve da spremere e botti di vino in partenza per chissà quali destinazioni.
La cantina Viña Tondonia, a Haro, in Rioja. Il progetto del punto vendita moderno a forma di decanter è dell’archistar irachena Zaha Hadid
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La struttura della bodega centenaria vista dalla stazione di Haro. Molte cantine storiche nacquero a fine '800 vicino ai binari del treno per agevolare il trasporto di carichi di uve e botti di vino
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Tutto antico, tutto bello. Gli unici spazi moderni sono due. Il primo è un winebar bianco e luminoso, con un’enoteca in alluminio colorata di luci gialle dove poggiano le bottiglie pronte per la degustazione. Poi c’è il punto vendita a forma di decanter, una curiosa struttura con bancone, scaffali per i vini in vendita, tavoli bassi e comode poltroncine. Il grande decanter in vetro è stato realizzato a inizio Duemila per celebrare i 125 anni della bodega centenaria su progetto dell’archistar irachena Zaha Hadid, la stessa che disegnato il nuovo museo Maxxi di Roma e la Guggenheim Foundation di Tokyo.
Nelle cantine si respira un’aria di fine Ottocento
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I vitigni coltivati sono quelli riconosciuti in Rioja, tempranillo, mansuelo, graciano, garnacha, oltre a malvasia e viura per i bianchi. La proprietà è di 170 ettari, distribuiti su quattro diversi vigneti, i cui nomi sono menzionati nei vini. Tra le etichette di punta troviamo il Rioja Viña Tondonia, riserva 1992, prezzo 20€; il Riserva Viña Bosconia 1987, a 51,90€; il Riserva 2001 Viña Tondonia, a 20€; il Riserva Viña Bosconia 1991, a 51,90€. I vini sono affinati solo in botti antiche, usate per anni e sempre ripulite per trasferire ai prodotti aromi di legno molto leggeri. Una precisa scelta enologica che ha fatto conoscere i produttori spagnoli come gli “ultimi Mohicani della Rioja”, oggi una regione di grandi rossi, ma in passato terra di vini bianchi. Lopez de Heredia produce appena 400mila bottiglie di vino l’anno, nonostante abbia un potenziale produttivo di 9 milioni di litri. I prodotti della cantina spagnola sono presenti sul mercato italiano presso il Teatro del Vino, a Calenzano, vicino Firenze (www.teatrodelvino.it).
Info www.lopezdeheredia.com |